Coronavirus, coppia di Taiwan in Italia. Spallanzani: “Tempi di contagio già passati, ora controlli”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 9 Febbraio 2020 16:00 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2020 16:33
Coronavirus, coppia Taiwan in Italia: via da quasi 14 giorni, no emergenza

Coronavirus, coppia Taiwan in Italia: via da quasi 14 giorni, no emergenza (Foto archivio ANSA

ROMA – C’è davvero da preoccuparsi per la coppia di Taiwan che è risultata positiva al coronavirus e che era stata in Italia? A rispondere è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani: “Noi non abbiamo casi acquisiti, i tempi della coppia ci fanno ben sperare”.

Gli allarmismi appaiono quindi inutili, dato che la coppia ha lasciato l’Italia il 31 gennaio e non ci sono stati casi segnalati tra Roma e la Toscana, anche se i 14 giorni della quarantena sono già quasi passati. Solo per precauzione, sottolinea Ippolito, “faremo ugualmente i controlli”.

Coppia di Taiwan e coronavirus, no contagi al momento

Intervistato da Lucia Annunziata a Mezz’ora in +, Ippolito spiega: “Noi non abbiamo casi acquisiti sul territorio nazionale. I tempi della coppia di Taiwan ci fanno ben sperare ma i controlli verranno ugualmente effettuati”.  La coppia infatti è ripartita dall’Italia il 31 gennaio e sta per scadere il periodo di quarantena di 14 giorni da quando sono passati per Roma e per la Toscana senza che si siano casi segnalati tra gli italiani.

Per il ministero della Salute, la scadenza dei tempi di comparsa dei sintomi senza nuovi contagi, implica che il rischio è basso: “Sono state messe in atto tutte le procedure per questi casi con il tracciamento di tutti ‘i contatti stretti e continuativi’. Siamo abbastanza tranquilli perché sta per scadere il periodo dei 14 giorni da quando sono passati per la Toscana e per il Lazio”.

In particolare riguardo al tracciamento degli spostamenti, per contatti stretti e continuativi si intende, per l’aereo, i due passeggeri accanto da entrambi i lati e due file avanti e due indietro. Individuati anche i posti dove la coppia di Taiwan con i figli hanno viaggiato in treno per spostarsi in Italia e tracciati anche tutti gli spostamenti effettuati e le strutture che hanno frequentato e dove hanno alloggiato.

Coppia di Taiwan in Toscana, tempi per i contagi quasi passati

La coppia è stata in Toscana per 4 giorni, dal 26 al 29 gennaio, insieme ai due figli, ed è stata ricoverata al rientre in patria il 4 febbraio. La Regione Toscana in una nota spiega: “Appena allertata dal ministero ha attivato la Asl che, a sua volta, ha inviato gli operatori nella struttura ricettiva dove ha soggiornato nel centro di Firenze dal 26 al 29 gennaio, per i controlli del caso al personale della reception entrato in contatto con i turisti. A circa 10 giorni di distanza dalla partenza i controlli hanno dato esito negativo”.

La nota conclude: “La Regione assicura il continuo raccordo con le autorità sanitarie nazionali e le Asl. In caso di febbre alta, considerato il periodo dell’anno caratterizzato da un normale picco di casi influenzali” il consiglio è “di restare in contatto con i medici di base e non intasare i Pronto soccorso”.

Coronavirus, coppia di Taiwan a Roma: no emergenza

“Una volta appresa la notizia da fonti ministeriali sono state disposte tutte le verifiche previste dai protocolli, si è immediatamente attivata la task force del servizio sanitario regionale e non si sono rilevate criticità nel tragitto romano. Abbiamo un ottimo sistema di sorveglianza e i cittadini devono fidarsi”. Lo fa sapere l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato in merito alla coppia di Taiwan e al suo passaggio sul territorio regionale.

Coronavirus, terza settimana di febbraio decisiva

Ian Lipkin, capo del Centro per le infezioni e l’immunità della Columbia University, ha poi sottolineato che la terza settimana di febbraio sarà decisiva per capire se le misure attuate in tutto il mondo siano state efficaci: “Una significativa riduzione della diffusione del coronavirus in Cina dovrebbe iniziare dalla terza settimana di febbraio: solo allora si saprà se i metodi di contenimento sono stati adeguati”.

L’arrivo di primavera e temperature più miti può ridurre la capacità di contagio del virus che si “è diffuso senza che nessuno realizzasse fosse lì”, e portare le persone fuori dagli ambienti chiusi dove il pericolo è più alto, ha osservato Lipkin in un briefing online coi media dalla sua casa nello Stato di New York, dove “sono in quarantena per 14 giorni dal mio rientro dalla Cina di martedì”.

Ad ogni modo, ha aggiunto, “ci sono due momenti chiave: il ritorno al lavoro e la riapertura delle scuole” dopo la lunga festività del Capodanno lunare. “A quel punto sapremo se siamo nei guai”, ha notato Lipkin, che nel 2003 fu al fianco di Oms e autorità cinesi nell’epidemia della Sars, in quanto “un balzo” dei contagi “ci dovrà far tornare indietro” e adottare le misure restrittive.

(Fonte ANSA)