Coronavirus, Crimi: “I bimbi piccoli hanno più necessità di uscire rispetto ai 15enni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Aprile 2020 10:08 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2020 10:08
Coronavirus, Crimi: "I bimbi piccoli hanno più necessità di uscire rispetto ai 15enni"

Coronavirus, Crimi: “I bimbi piccoli hanno più necessità di uscire rispetto ai 15enni” (foto ANSA)

ROMA – “Non c’è alcun allentamento dei controlli” e la circolare del Viminale si riferisce ai bambini molto piccoli quelli per cui “uscire è una necessità”, non certo “a un 15enne”. Ad affermarlo è il viceministro dell’Interno Vito Crimi, a Radio Anch’io su Rai Radio 1, dando l’ennesimo chiarimento sulla circolare che ha già scatenato le proteste di alcuni governatori come quello della Campania e della Lombardia che hanno parlato di atteggiamenti controproducenti che potrebbero vanificare gli sforzi fatto finora per limitare il contagio

“Deve essere chiaro: non possiamo far pagare quello che sta accadendo ai bambini piccoli” che non possono essere “vittime dell’isolamento” ha aggiunto il viceministro.

Nessuno pensi che ci sia un allentamento dei controlli, se qualcuno pensa che un figlio di 15 o 16 anni, un minore, possa avere una scusa per uscire di casa non ha capito niente: qui stiamo parlando di cosa è necessità e cosa no. Un bambino piccolo di un anno o due o tre anni è necessario ogni tanto farlo uscire per fargli capire che c’e’ un mondo fuori” dice Crimi precisando che la circolare non fa riferimento all’età dei bambini: “C’è scritto bene che è una necessità e il genitore deve interpretarla, motivarla” come per ogni autocertificazione. Poi starà all’agente “accertare la situazione” anche in situazioni di necessità diverse.

Tuttavia “è chiaro che per un bambino di due anni che vive in un appartamento di 40 metri quadri, dopo due settimane di isolamento, forse c’è una necessità di farlo uscire ancora più importante di portare fuori il cane. I bambini – spiega Crimi – non capiscono cosa sta succedendo, hanno bisogno di essere accompagnati in questo momento, quindi è una necessità portare fuori i bambini piccoli”. (fonte ANSA)