Coronavirus, 2.000 debolmente positivi ancora in isolamento. Lombardia chiede nuove linee guida

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2020 13:19 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2020 18:17
Coronavirus, foto Ansa

Coronavirus, 2.000 debolmente positivi ancora in isolamento. Lombardia chiede nuove linee guida (foto Ansa)

Coronavirus, 2.000 debolmente positivi ancora in isolamento. Lombardia chiede nuove linee guida

E’ questo il senso di una nota inviata dall’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera. Lettera che l’assessore ha inviato al ministero della Salute chiedendo nuove linee guida per i debolmente positivi al coronavirus:

“Siamo tutti concordi sull’importanza di garantire la sicurezza delle persone, nella certezza però di non infliggere misure sproporzionate”.

Degli 8.947 soggetti ancora positivi al Covid in tutto il territorio regionale, infatti ce ne sono circa 2.000 che hanno una carica virale molto bassa.

Ma comunque , sono, ricordano dalla Lombardia “costretti a stare ancora in isolamento, in virtù delle regole dettate dalle linee guida del Ministero della Salute.

Regole che considerano un soggetto guarito solo dopo la negatività di un doppio tampone eseguito a distanza di 24 ore.

Una situazione per la gestione della quale Regione Lombardia ha chiesto indicazioni precise al Ministero della Salute, al Comitato Tecnico Scientifico e all’Istituto Superiore di Sanità”.

La nota di Gallera

“Questo pomeriggio – ha spiegato Gallera – ho inviato una nuova nota, dopo quelle già inoltrate dalla Direzione Generale dell’Assessorato, il 10 e 22 giugno, affinché ci vengano fornite linee guida aggiornate alla situazione attuale, soprattutto alla luce degli studi scientifici che hanno dimostrato la scarsa possibilità di infettare da parte di questi soggetti”.

Alla lettera dell’assessore sono allegate non solo le precedenti comunicazione ma anche i risultati dello studio condotto su 280 soggetti guariti da coronavirus Sars-Cov-2 dall’Irccs San Matteo di Pavia, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna, l’ospedale civile di Piacenza, l’ospedale universitario ‘Le Scotte’ di Siena e il Policlinico di Milano.

Una ricerca che aveva evidenziato che tali pazienti avevano ‘cariche’ virali basse e che il segnale di sopravvivenza del virus era meno del 3%.

“Questi prolungati periodi di isolamento – ha concluso Gallera – stanno generando situazioni in molti casi insostenibili e con risvolti psicologicamente negativi in soggetti fragili.

Come, per esempio, la bambina di 4 anni del milanese per la quale abbiamo già interessato il Ministero.

Siamo tutti concordi sull’importanza di garantire la sicurezza delle persone, nella certezza però di non infliggere misure sproporzionate.

Mi auguro pertanto che il Ministero della Salute fornisca alla Lombardia e di conseguenza a tutto il Paese, una linea che garantisca sicurezza e appropriatezza”. (Fonte: Ansa).