Coronavirus: 35mila denunciati, a Milano 40% in giro…Chi esce ci tiene prigionieri in casa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2020 9:41 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 9:41
Coronavirus Italia: 35mila denunciati, a Milano 40% in giro...Chi esce ci tiene prigionieri in casa

Coronavirus denunciati 35mila, a Milano 40% in giro…Chi esce ci tiene prigionieri in casa (Nella foto Ansa, un parco di Bologna nei giorni scorsi)

ROMA – Coronavirus, a ieri 35 mila i denunciati. Denunciati per cosa? Per essere usciti di casa senza un buon motivo, perché trovati fuori di casa e anche fuori dai motivi di necessità. Erano fuori, sostanzialmente a spasso. Fuori non per lavoro, non per andare a fare la spesa, non per motivi di salute…Erano fuori perché dell’obbligo, della preghiera, dell’indicazione medica di restare a casa sostanzialmente se ne fregavano.

Trentacinquemila persone denunciate non vuol dire 35 mila che hanno trasgredito e sono andati fuori casa ad aggredire la salute del prossimo e a dare una mano a coronavirus, magari fossero solo 35 mila. Per avere la misura, a spanne ma credibile, di chi se ne frega, sottovaluta, svicola, disobbedisce, si sente furbo, finge di non capire o non capisce davvero occorre moltiplicare (per 20, per 30, per 50?) la cifra dei denunciati. Non tutti quelli che sono  in strada sono per forza di cose controllati, non tutti quelli che escono di casa a dispetto delle ordinanze, della ragione e della salute incappano nei controlli.

Quindi, molto a spanne, almeno un milione di italiani in flagrante incoscienza nociva. Senza contare, oltre ai 35 mila denunciati, le molte centinaia di esercizi commerciali i cui proprietari e gestori colti a far finta di non sapere per mettersi in tasca qualche euro in  più.

Un milione, se basta: a Milano (Milano dove è il fronte della battaglia contro il contagio) foto della metro affollata e soprattutto rilevazione via cellule smartphone secondo le quali il 40 per cento dei cittadini si è mosso e si muove per percorsi pari o superiori al chilometro. Tutti per andare al lavoro? Assolutamente improbabile. Ci si muove per muoversi, a Milano!

Troppa gente in giro a Milano e a Roma il cane, la bici e la tuta sono usati con gran frequenza come alibi e mezzi per sentirsi e fingersi in regola. Inflazione di runner e ciclisti, con tutta evidenza il cane come pretesto per uscire più volte di casa. Troppa gente in giro anche a Roma, per molti non passa l’idea che a chiedere di stare a casa non è il governo o il carabiniere, ma il medico.

Troppi negozi che impongono un distanziamento tra un cliente all’altro molto alla buona e per nulla, proprio per nulla rigido.

Troppa gente ancora in giro, anzi al quinto, sesto giorno dello state in casa ancor più gente in giro dei primi giorni del blocco. Come fosse finita, come stesse finendo, come si stesse elaborando una strategia e sperimentando abitudini per uscire comunque.

Molti complimenti sugli organi di stampa alla compostezza e resilienza civile degli italiani accompagnati dalla simpatica e in fondo compassionevole invenzione del nuovo patriottismo dai balconi. Bello, anche se l’immagine è un po’, come dire, foto shoppata . Bel quadro comunque quello dei baravi italiani che resistono in casa e si salutano e riconoscono come popol unito da balconi e terrazze. Quadro però con una macchia grande assai, una macchia di vernice che non si deterge anzi si consolida. Quelli che vanno fuori, quelli che per me non vale, quelli che mi allungo al parco, quelli che la spesa la faccio tre volte…ci tengono prigionieri in casa. Non sono amici, sono gente che cammina e gira fuori casa calpestandoci, calpestando la nostra vita e allungando il tempo della nostra prigionia in casa. Noi in casa anche per la loro incoscienza, stupidità e per il loro infinito e nocivo culto solo e soltanto dei cavoli propri.