Coronavirus e trombosi. Massimo Boldi gira il post ai medici: dibattito su Fb

di Marco Benedetto
Pubblicato il 12 Aprile 2020 6:29 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2020 21:29
massimo boldi

Coronavirus e trombosi. Massimo Boldi (nella foto Ansa) gira il post ai medici: dibattito su Fb

Coronavirus e trombosi. Anche Massimo Boldi, attore comico di grande successo e molto amato dal pubblico, ha contribuito a diffondere in rete la teoria di un medico cardiochirurgo dell’ospedale Beato Matteo di Vigevano. 

La teoria è che non è la polmonite a far morire il malato infettato dal Covid, ma sono delle microtrombosi venose.

Sul tema c’è molta fibrillazione. 

Il virologo Roberto Burioni, interventista e facile alla polemica, ha bollato la teoria pavese di bufala. In realtà la bufala, se di bufala si tratta, è montata in ambiente medico. L’anonimato del medico che è all’origine della polemica si può spiegare col fatto che nel girare lo scritto originale a un collega, il medico che ne era stato primo destinatario aveva omesso il nome dell0autore per rispetto della sua privacy.

L’intervento di Massimo Boldi ha certamente contribuito a dare spinta al testo del cardiologo di Vigevano.

Non c’è solo il testo originale, ma anche un resoconto del dibattito sviluppatosi su Facebook fra medici di varie specialità,

Massimo Boldi premette:

“ATTENZIONE, questo post è per i medici. Io posso intuirne l’IMPORTANZA, ma solo i medici possono comprenderlo.

Rappresenta una conversazione tra loro colleghi che si confrontano su quali cure usare per vincere il #covid19 #coronavirus.

L’ho inviato stanotte a persone fidate e stamattina ho avuto il primo report di un medico che stimo e che mi ha scritto: “Ca##o questa testimonianza è vicinissima alla verità a mio parere”.

Così ho deciso di pubblicare tutto, omettendo nomi dei medici e degli ospedali citati. Ritengo che siano i medici quelli che ci aiuteranno ad uscire da questo incubo, perché sono in prima linea.

Vi chiedo di condividere questo post perché raggiunga più medici possibili che capiscano quello che c’è scritto e se davvero ci può salvare”.

Segue lo scambio fra medici.

Medico
( ……. Quindi la polmonite interstiziale non c’entrerebbe nulla, sarebbe stato soltanto un abbaglio diagnostico: abbiamo raddoppiato i posti in rianimazione, con costi esorbitanti, probabilmente inutilmente …… )

Oftalmologo:
il cortisone … lo avevo pensato anche io chissà

Cardiologo:
Non vorrei sembrarvi eccessivo ma credo di aver dimostrato la causa della letalità del coronavirus.

Segue il testo del medico del Beato Matteo.

Interviene altro medico.

“La testimonianza del collega parrebbe confermata dai protocolli di alcuni altri ospedali:
al Sacco danno Clexane a tutti, con D-dimero predittivo: più è alto meno risponderà il pz.
al San Gerardo di Monza Clexane e cortisone
al Sant’Orsola di Bologna Clexane a tutti + protocollo condiviso con i medici di famiglia che prescrivono Plaquenil a pioggia su tutti i pz. monosintomatici a domicilio
Integro con una precisazione sugli antinfiammatori:
La produzione di COX 2 è aumentata nei tessuti bersaglio virali da pazienti con infezione virale attiva e si è visto che la delezione della cox2 riduce la mortalità , mentre la delezione della cox1 è associata al peggioramento dell’infezione
Quindi i farmaci antinfiammatori tipo Brufen, naproxene, aspirina che inibiscono la cox1 oltre che la Cox 2 non andrebbero usati,
Mentre celecoxib un inibitore selettivo della Cox 2 sembra dare buoni risultati, bisogna comunque aspettare esito di studi, invece questa analisi porta in evidenza la necessità di usare negli stadi più avanzati della malattia una eparina a basso peso molecolare ad alte dosi… (Clexane 8.000 UI/die)
Evito (per non appesantire troppo l’esposizione, e perché il testo è troppo tecnico) di riportare un’interessante testimonianza di un anatomo-patologo: vi basti pensare che il “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo ha eseguito 50 autopsie ed il “Sacco” di Milano 20 (quella italiana è la casistica più alta del mondo, i cinesi ne hanno fatte solo 3 e “minimally invasive”). Tutto quanto ne esce sembra confermare in pieno le informazioni sopra riportate.
In poche parole, pare che l’exitus sia determinato da una DIC (per i non medici, Coagulazione Intravascolare Disseminata) innescata dal virus. Quindi la polmonite interstiziale non c’entrerebbe nulla, sarebbe stato soltanto un abbaglio diagnostico: abbiamo raddoppiato i posti in rianimazione, con costi esorbitanti, probabilmente inutilmente.

Interviene Sarina Calanni Rindina.

Molto interessante. Bravo Massimo. Ho fatto una ricerca sui siti cinesi ed ho trovato un parere autorevole che conferma quanto detto sopra. E’ in lingua cinese ma si può tradurre tranquillamente. Lo sottopongo all’attenzione delle persone competenti. In sintesi, il Dott. Tang Ning afferma appunto che la maggior parte dei pazienti COVID-19 muore per trombosi venosa, poichè il virus danneggia le pareti dei vasi sanguigni aumentandone la permeabilità, che porta poi all’ipercoagulazione. https://www.ddm360.com/apparticle/detail/1083

Peccato che è in cinese…