Coronavirus, in Emilia-Romagna tampone obbligatorio per chi rientra da Grecia, Spagna, Malta e Croazia

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Agosto 2020 20:33 | Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2020 20:33
Coronavirus, in Emilia-Romagna tampone obbligatorio per chi rientra da Grecia, Spagna, Malta e Croazia

Coronavirus, in Emilia-Romagna tampone obbligatorio per chi rientra da Grecia, Spagna, Malta e Croazia (Foto Ansa)

In Emilia-Romagna scatta l’obbligo di sottoporsi al tampone per il coronavirus per chi rientra dalle vacanze da Spagna, Grecia, Malta e Croazia. Ci si dovrà segnalare immediatamente ai Dipartimenti di Sanità Pubblica delle rispettive Ausl di residenza.

Il tampone andrà fatto entro le 24 ore dal rientro. Se l’esito sarà negativo, non scatteranno provvedimenti di quarantena.

Lo prevede un’ordinanza che il presidente della Giunta regionale della Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, firmerà mercoledì 12 agosto. 

Tampone anche per chi arriva in Emilia-Romagna dalla Croazia

L’obbligo varrà anche per chi rientra dalla Croazia, Paese extra-Schengen. Le regole dell’autoisolamento e del doppio tampone valgono, secondo le norme regionali, per i Paesi extra-Ue e non per i Paesi extra-Schengen.

Per evitare fraintendimenti nell’ordinanza di mercoledì chi ritorna dalle vacanze dalla Croazia sarà sottoposto alle stesse regole previste per chi è stato in vacanza in Grecia, Spagna e Malta: obbligo di dichiarazione all’Usl territorialmente competente e tampone entro 24 ore.  

“In tempi molto rapidi – spiega l’assessore alla Salute Raffaele Donini – visto l’aumento dei contagi sul nostro territorio, abbiamo previsto nuove disposizioni per chi rientra all’estero, e non solo per motivi di lavoro. La situazione è sotto controllo, ma bisogna assolutamente arginare nuovi casi. È una questione di salute pubblica”.

Un protocollo per le badanti

In Emilia-Romagna ci sarà anche un protocollo sulle badanti nell’ordinanza della Regione.

“Sarà – ha anticipato l’assessore alla Salute Donini – un protocollo relativo al percorso di presa in carico delle assistenti famigliari, provenienti dall’estero, che rientrano al lavoro sul territorio nazionale. Si tratta di un protocollo condiviso con i sindacati, che desidero ringraziare per il lavoro svolto insieme”. (Fonte: Ansa)