Coronavirus, Emiliano requisisce macchinari destinati al Veneto. Poi trova una soluzione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Aprile 2020 12:32 | Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2020 12:41
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, Emiliano requisisce macchinari destinati al Veneto. Poi trova una soluzione (foto Ansa)

ROMA – Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha ordinato la requisizione di alcuni macchinari destinati al Veneto.

Emiliano ha disposto la “requisizione in proprietà di due strumentazioni tecniche complete, piattaforme automatiche e reagenti, necessari per la diagnosi della positività/negatività al Coronavirus” presso la ditta Masmec di Modugno (Bari). 

Il provvedimento, tuttavia, non è stato eseguito “perché di fronte alle legittime esigenze della Puglia – spiega Emiliano – la ditta Menarini e la ditta Masmec si sono subito adoperate per trovare l’adeguata soluzione, che è in via di individuazione”.

Nell’ordinanza, datata 1 aprile e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, si legge che “l’impossibilità di acquistare immediatamente almeno due dei macchinari in pronta consegna, potrebbe comportare grave danno alla salute dei cittadini pugliesi che non beneficiano attualmente di un numero di analisi di tamponi analogo a quello delle altre Regioni, meglio rifornite di macchinari e reagenti”.

Nel provvedimento si sottolinea che “esiste un delta amplissimo tra le analisi realizzabili in Puglia, che non arrivano alle 1.000 giornaliere, e quelle già realizzate da altre regioni che hanno evidentemente disponibilità di macchine e reagenti in numero tale da realizzare più di 6.000 analisi al giorno, e che tale differenziale è dovuto alla totale deregulation normativa della distribuzione sul territorio nazionale di dette macchine e reagenti”.

Emiliano ricorda ancora che “l’azienda Masmec, anche grazie alla collaborazione con la Regione Puglia ha realizzato una tecnologia innovativa idonea a velocizzare la diagnosi della positività/negatività Coronavirus”, ma nei giorni scorsi ha dato la disponibilità alla consegna di “una sola strumentazione” al Policlinico di Bari, perché “altre quattro strumentazioni complete risultavano già destinate” ad un’azienda del Nord Italia.

Fonte: Ansa, La Repubblica.