Coronavirus, esami di maturità ‘light’ ma ‘tradizionali’

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2020 19:24 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2020 19:24
Coronavirus, esami di maturità 'light' ma 'tradizionali'

Coronavirus, esami di maturità ‘light’ ma ‘tradizionali’ (Foto archivio Ansa)

ROMA  –  Gli esami di maturità in tempi di quarantena per coronavirus? Saranno “leggeri” ma con prove “reali” e non “a distanza”. A questo sta lavorando la titolare del ministero dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

La stessa Azzolina domenica sera in una diretta Facebook ha spiegato: “Ragazzi, so che attendete risposte sull’esame di Stato, ho letto tutte le vostre richieste. Abbiamo bisogno di un veicolo normativo: presto lo avremo e potremo dare risposte sull’esame di Stato e di terza media”.

E’ necessario infatti derogare il decreto legislativo 62 del 2017 per poter fare qualsiasi tipo di modifica in vista della maturità e degli esami che concludono le scuole medie.

C’è chi però come Elvira Serafini dello Snals nutre “grossi dubbi” che la maturità possa sostenersi con un ritorno dei ragazzi nelle classi. “Magari”, sospira.

Quindi si aprirebbe o la possibilità di uno slittamento della data (la prima prova dell’esame di maturità è fissata per il 17 giugno) o per un esame di stato in modalità ‘a distanza’.

Certo per ora è che si tratterà di una maturità ‘light’ con sei commissari interni e uno esterno e molto probabilmente con una tesina al posto della seconda prova scritta che caratterizzi il percorso di studi, e senza tener conto delle prove Invalsi e dell’alternanza scuola lavoro che si sono potuti svolgere solo in minima parte o per niente affatto.

Intanto oggi il Garante della privacy ha messo a punto un atto di indirizzo “nell’intento di fornire a scuole, atenei, studenti e famiglie indicazioni utili a un utilizzo quanto più consapevole e positivo delle nuove tecnologie a fini didattici”: un testo che individua le implicazioni più importanti dell’attività formativa a distanza sul diritto alla protezione dei dati personali. Dunque sì alla didattica on line ma attenzione alla privacy. (Fonte: Ansa)