Coronavirus, la fake news sulla petizione per riaprire il Forlanini di Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2020 14:49 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2020 14:49
Coronavirus, la fake news sulla petizione per riaprire il Forlanini di Roma

Coronavirus, la fake news sulla petizione per riaprire il Forlanini di Roma (Foto Ansa)

ROMA – “In queste ore circola una fake news sul coronavirus sulla possibilità di riaprire il Forlanini. Bisogna fare chiarezza, perché è una campagna di speculazione sulla pelle delle persone, soprattutto in questa fase di emergenza”. Così sulla sua pagina Facebook la Regione Lazio. “La verità – spiega la nota – è che il Forlanini era deserto già negli anni ’90 e da allora è senza alcuna forma di manutenzione. Siamo nel 2020, stiamo parlando di una struttura degradata, fatiscente, che in molte aree sta cadendo a pezzi”.

Nel messaggio della finta petizione si legge: “Ti giro un mex del prof ***** ex primario di chirurgia toracica del Forlanini se puoi fallo girare penso ne valga la pena. “Se volete darmi una mano mandate LUNEDÌ 16 tra le 7.15 e le 8.00 un sms al  335****** è un numero di Rai 3 radio. Nel messaggio deve essere detto: VOGLIAMO LA RIAPERTURA DEL FORLANINI PER L’EMERGENZA DEL COVID 19 Mi raccomando tra le 7.15 e le 8.00 bisogna inondare la Rai di sms Grazie”.

Tutto falso. Infatti la  Regione Lazio chiarisce: “Creare un reparto attrezzato in pochi giorni, per curare malati gravi, in una struttura che cade a pezzi e da ristrutturare da cima a fondo è da folli. Su Roma, infatti – prosegue la Regione – si è costruita in poche settimane una rete di 1.000 posti letto dedicati al Covid-19 tra i 550 dei quattro Covid hospital 1-Spallanzani 257, Covid-2 Columbus 133 posti. In attivazione un Covid-3 hospital con 80 posti e Covid-4 hospital PTV con altri 80 posti, cui si aggiungono la rete delle malattie infettive e della pneumologia (400 posti)”.

“Questi centri dispongono infatti di spazi adeguati e attrezzature di base pronte all’uso, senza l’esigenza di grandi opere infrastrutturali. Con i posti nelle province arriviamo ad una rete complessiva di circa 1.500 posti a disposizione dell’emergenza in tutta la Regione Lazio. Noi abbiamo il dovere di aprire nuovi reparti in tempi brevissimi, come stiamo facendo, ma in strutture sanitarie che garantiscano igiene, efficacia e funzionalità perché si parla della vita di esseri umani”.

“Le persone – prosegue la Regione – hanno bisogno di soluzioni concrete in 7 giorni, non di cose che si possono realizzare in 7 anni. Chi porta avanti questa campagna, quindi, ha una grave responsabilità, suscita attese e speranze, produce frustrazione quando avremmo tutti bisogno di speranza. Per fortuna migliaia di operatori della sanità in queste settimane in silenzio e senza sosta e chiacchiere – conclude la Regione – stanno lavorando per sconfiggere il virus e aprire, nuovi reparti, moderni e in piena sicurezza. Pensiamo a curare le persone”. (Fonte Ansa).