Coronavirus, falcidiata famiglia a Voghera: morti papà e due figli, madre in gravi condizioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Marzo 2020 11:35 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2020 14:40
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, falcidiata famiglia a Voghera: morti papà e due figli, madre in grave condizioni (foto Ansa)

ROMA – Una intera famiglia è stata falcidiata dal coronavirus a Voghera. Lo riporta la Provincia Pavese. Prima sono morti i due figli di 54 e 46 anni, Daniele e Claudio Bertucci, che per il Coronavirus erano stati ricoverati all’ospedale di Voghera. Ieri è toccato al papà Alfredo Bertucci, 86 anni, storico fabbro della cittadina in provincia di Pavia, mentre la moglie è ricoverata in gravi condizioni.

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Ieri, quindi venerdì 27 marzo, il giorno più nero dell’Italia, 969 morti in 24 ore che che fanno salire il totale a 9.134, coincide con un record che solo un mese fa era impensabile e che dà la dimensione della catastrofe: il numero complessivo dei contagiati nel nostro paese ha superato quello della Cina. 86.498 sono gli italiani che hanno contratto il virus mentre i cinesi sono 81.897; ma il gigante asiatico ha un miliardo e mezzo d’abitanti e noi siamo solo 60 milioni.

Ancora una volta è la Lombardia a far schizzare i numeri verso l’alto: dei 969 morti, 541 – dunque più del 50% – sono nella regione che sta pagando il prezzo più alto, con le province di Brescia e Bergamo travolte dai decessi. Nella tragedia, però, c’è un dato che lascia intravedere uno spiraglio di luce: anche oggi la curva di crescita dei nuovi malati – se ne sono registrati 4.401 che portano il totale a 66.414 – è rimasta ‘stabile’ e in linea con i giorni precedenti.

Dal 23 marzo, infatti, l’incremento giornaliero dei malati oscilla tra il 7 e l’8%, mentre una settimana fa si attestava attorno al 13-15%. Percentuali e numeri che fanno dire sia al presidente dell’Iss Silvio Brusaferro sia a quello del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli che siamo di fronte ad un “rallentamento della crescita”.

“Stiamo osservando segnali chiari di efficacia delle misure di contenimento, ma non bisogna deflettere dalle misure di distanziamento sociale” dicono gli esperti rendendo poi ufficiale quello che ormai hanno già capito tutti gli italiani: il 3 aprile non finirà la quarantena del paese. “Sarà inevitabile, non siamo in una fase marcatamente declinante ma in una fase di contenimento”. Ed anche dopo, quando la curva inizierà a scendere, bisognerà immaginare “alcuni mesi in cui adottare misure attente”. 

Fonte: La Provincia Pavese, Ansa.