Coronavirus, il farmacista Alessio Brugnoli: “Lavoriamo con sistemi di sicurezza autonomamente dotati”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Marzo 2020 15:34 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2020 15:34
Coronavirus, il farmacista Alessio Brugnoli: "Lavoriamo con sistemi di sicurezza autonomamente dotati"

Coronavirus, il farmacista Alessio Brugnoli: “Lavoriamo con sistemi di sicurezza autonomamente dotati” (foto archivio Ansa)

ROMA – “Lavoriamo con tutti i sistemi di sicurezza di cui ci siamo autonomamente dotati”. Così Alessio Brugnoli, farmacista romano, racconta il lavoro nelle farmacie al tempo del coronavirus.

Ospite del programma “L’imprenditore e gli altri”, condotto da Stefano Bandecchi su Radio Cusano Tv Italia, il dott. Brugnoli spiega che le farmacie non sono state dotate di alcuna attrezzatura per affrontare l’emergenza sanitaria in corso. 

“La mia farmacia è in un quartiere popolare di Roma – ha spiegato Brugnoli – La farmacia da sempre è il primo baluardo del sistema sanitario nazionale sul territorio. Da sempre ci siamo trovati a fare da filtro tra il medico e l’ospedale. Il nostro atteggiamento in questo momento è di grande professionalità, cerchiamo di salvaguardare noi stessi e i nostri clienti-pazienti”.

“Lavoriamo con tutti i sistemi di sicurezza di cui ci siamo autonomamente dotati, perché non abbiamo ricevuto nessun tipo di attrezzatura. L’associazione ci ha dato delle direttive, ma non c’è stata la possibilità di avere delle mascherine, dei para-alito di fronte al banco, dei guanti. Ogni farmacista d’Italia si è dovuto attrezzare per conto proprio”.

“Attualmente – ha aggiunto – c’è una collega in Umbria che ha contratto il virus, un collega in Val d’Aosta che purtroppo è deceduto. Si sono ammalati mentre erano in farmacia. La situazione a Roma la viviamo forse ancora non con la percezione di assoluta gravità che vivono i miei colleghi al nord, dove non riescono neanche a fornire l’ossigeno ai pazienti”.

Sulla carenza di farmaci e presidi medici, Brugnoli denuncia: “Ci sono state inadempienze irresponsabili da parte della gestione del farmaco. Per non parlare dei presidi sanitari. Ci sono medici che lavorano senza mascherine, senza guanti. Le mascherine che si stanno producendo andranno innanzitutto ai medici e agli infermieri, poi ai farmacisti e poi al resto della popolazione”.

“La speranza di tutti è che il Coronavirus andrà scemando, ma non si potrà pensare nei prossimi 4-5 mesi di frequentare luoghi mediamente affollati senza le dovute protezioni”.  

Fonte: Radio Cusano Tv Italia, canale 264 Dtt