Coronavirus Fase 2: non più contagio zero, obiettivo contagio basso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Aprile 2020 9:17 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2020 9:17
Coronavirus Fase 2 che succede: non più contagio zero, obiettivo contagio basso

Coronavirus Fase 2: non più contagio zero, obiettivo contagio basso (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Coronavirus Fase 2: non più contagio zero, obiettivo contagio basso.

Conferenza stampa delle 18.00, Protezione Civile e Istituto Superiore della Sanità, atmosfera di cautissima e contenuta soddisfazione. Calano i ricoveri, calano i decessi, si liberano un po’ di Terapie Intensive. Ma i contagi, i nuovi contagi sono ancora quattromila e passa, e allora perché quell’accenno di sospiro di sollievo?

Perché si è preso atto che si deve puntare a convivere con coronavirus. Convivere, non ammazzarlo e stenderlo. Convivere con il virus a condizioni accettabili per la popolazione umana. Quindi: tante e sempre di più Terapie Intensive. Quindi cintura in tutta Italia di ospedali Covid 19.

Quindi tracciamento dei movimenti dei nuovi contagiati. Quindi luoghi di lavoro con il metro e passa di distanza e sanitarizzati. Quindi mascherina obbligatoria di diritto o di fatto. Quindi luoghi di assembramento che rimangono chiusi. A queste condizioni con coronavirus si andrà a convivere, è questa la Fase 2.

Fase 2 che il professor Brusaferro (nella conferenza stampa di cui sopra) per la prima volta in maniera esplicita lega non al concetto ed obiettivo di contagio zero ma alla condizione, obiettivo e traguardo di “contagio basso, il minimo  contagio possibile”. Non proprio una rivelazione, comunque una franca e chiara presa d’atto: non usciremo di casa quando coronavirus sarà sparito, usciremo di casa quando coronavirus sarà indebolito.

Non può essere altrimenti. La discesa dei contagi giornalieri, appena accennata, promette contagio zero forse tra tre, quattro mesi. Forse. Il lockdown, produttivo e sociale, non può andare oltre maggio. Oltre maggio chiuso e fermo, il paese implode, la gente dà di matto. Quindi obiettivo “contagio basso” da raggiungere tra aprile e maggio. Raggiunto obiettivo contagio basso, si aprirà Fase 2.

Coronavirus Fase 2: appuntamento a maggio, seconda metà del mese. Fabbriche e uffici riaperti (questi ultimi non tutti). Si lavora a distanza, con guanti e mascherine. Mascherine obbligatorie anche sui bus, metro, mezzi di trasporto pubblici. E afflusso contingentato (non più di tanti) su bus e vagoni (anche treni).

Negozi (non tutti) riaperti ma si entra uno alla volta e sempre mascherine e guanti (se qualcuno non rispetta e non fa rispettare, lo si chiude). Cinema, teatri, discoteche, stadi e luoghi dove si va in massa ancora chiusi. Bar e ristoranti pure, almeno fino a giugno inoltrato. Poi apriranno se sapranno filtrare e dosare, insomma se sapranno cambiare pelle.

E Terapie Intensive portate oltre le attuali 9/10 mila (all’inizio erano 5/6 mila)) e come detto cintura nazionale ospedali Covid, il tutto per ospitare e curare i nuovi malati, che ci saranno. E strumenti di legge e di tecnologia (si spera) per impedire nuovi focolai diventino altri incendi, per arrivare subito a ricostruire contatti del contagiato e isolare, interrompere diffusione e circolazione del virus.

E, si spera, individuazione di farmaci che rallentano e indeboliscono l’azione del virus. Il tutto per avere una quota malati di coronavirus gestibile in quantità da parte del Sistema Sanitario e non capace di espandersi come è accaduto tra gennaio/febbraio (se non addirittura prima). Appunto, il “contagio basso”.

E infine nella Fase 2 scuole che restano chiuse (aprile scuole è riaprire tutto e tutto insieme) e limitazioni ai luoghi cui potranno avere libero accesso i cittadini di una fascia d’età particolarmente vulnerabile. Anziani a casa obbligatoriamente non si può fare, si potrà fare, ad esempio, se riapre un museo o una piscina, anziani no. Oppure anziani al supermercato solo in certe ore e giorni, oppure qualcosa per scoraggiare anziani ad uscire se non per non sentirsi più prigionieri in casa.