Coronavirus fine agosto, impennata che fa male: ricoveri +30% in una settimana, terapie intensive +62%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Settembre 2020 12:54 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2020 14:33
Coronavirus fine agosto

Coronavirus fine agosto: +62% di terapie intensive (Ansa)

Dal 26 agosto al 1 settembre +37% di nuovi casi di coronavirus in Italia. La metà dei positivi concentrati in Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna.

9.015 casi contro i 6.538 della settimana precedente. L’impennata dei casi di coronavirus di fine agosto non impatta solo su bollettini e statistiche.

Aumentano infatti del 30% anche i pazienti ricoverati con sintomi (1.380 vs 1.058) e del 62,1% quelli in terapia intensiva (107 vs 66).

Lieve incremento, 15%, dei decessi (46 vs 40). Casi testati +86.515 (+28%), tamponi totali +116.184 (+24%).

Coronavirus fine agosto, monitoraggio Fondazione GIMBE

Sono dati del monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE nella settimana 26 agosto-1 settembre, rispetto alla precedente.

“Nell’ultima settimana – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – continua l’ascesa del numero di nuovi casi e delle persone attualmente positive.

Ascesa conseguente sia all’incremento dei casi testati, sia al costante aumento del rapporto positivi/casi testati. Inoltre, si consolida il trend in aumento delle ospedalizzazioni con sintomi e si impenna quello dei pazienti in terapia intensiva.

Si tratta di segnali che vanno tutti nella direzione di una ripresa dell’epidemia nel nostro Paese. Sia in termini epidemiologici che di manifestazioni cliniche, proprio alla vigilia del momento cruciale della riapertura delle scuole”.

Casi prevalentemente autoctoni, marginali gli stranieri

“Nel quadro di una circolazione endemica del virus l’aumento progressivo dei focolai provoca una crescita esponenziale dei nuovi casi, prevalentemente autoctoni, in parte da rientro di vacanzieri e, in misura nettamente minore, di importazione da stranieri”.

L’impennata si riflette sull’aumento dei pazienti ospedalizzati

“L’impennata della curva dei contagi – precisa il presidente della Fondazione Gimbe – si riflette in maniera sempre più evidente sull’aumento dei pazienti ospedalizzati”.

Infatti, dal 21 luglio al 1 settembre i ricoverati con sintomi sono aumentati da 732 a 1.380 e le terapie intensive da 49 a 107.

“Fortunatamente i numeri sono ancora esigui – puntualizza Cartabellotta – e non configurano alcun segnale di sovraccarico dei servizi ospedalieri.

Tuttavia il trend in costante aumento insieme all’incremento dei contagi invitano a mantenere la guardia molto alta nelle prossime settimane”. (fonte Agi)