Coronavirus, il fisico Vespignani: “Sarà un’estate senza viaggi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2020 19:41 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2020 19:41
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, il fisico Vespignani: “Sarà un’estate senza viaggi” (foto Ansa)

ROMA – Facciamocene una ragione: sarà un’estate senza viaggi. “Non sarà pensabile prendere l’aereo per andare in vacanza. Non sarà quello il mondo in cui ci troveremo”.

La scommessa è invece convivere con il virus SarsCoV2 e fare il possibile per evitare che una seconda ondata, ha detto all’agenzia Ansa il fisico Alessandro Vespignani, esperto di sistemi complessi e direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston.

“Ora l’Italia è in un trend positivo, che speriamo di vedere rafforzato nelle prossime settimane, ma non correrei ad allentare le misure di contenimento perché i casi sono ancora molti”.

Per l’esperto la cosa più urgente è “fornire gli strumenti per uscire dall’emergenza nel modo più sicuro: non vogliamo tornare a una situazione pre-ondata” e per questo vanno evitare decisioni affrettate.

“Valutiamo – spiega – settimana per settimana per guardare qual è il trend e decidere di conseguenza, sulla base della preparazione acquisita e delle misure che messe in campo”.

Per la fase 2 si potrebbe provare, per esempio, ad allentare alcune misure in alcune aree, “ma molto dipende dal modo come la popolazione risponde quando si comincia a tornare alla normalità”.

Di certo è “impensabile restare in una situazione come questa per mesi e mesi” e la chiusura di questa fase “potrebbe arrivare nelle prossime settimane, ma attualmente è impossibile dire quando”.

Ci aspetta un lungo periodo di convivenza con il virus nel quale bisognerà continuare a rispettare la distanza di sicurezza e l’uso della mascherina: “queste regole, con il telelavoro, aiuteranno ad affrontare l’uscita”.

Di certo “la fase 2 continuerà a lungo. Non possiamo immaginare una guerra vinta perché avremo altre battaglie, né si può pensare di tornare alla normalità piena in luglio o agosto” e “servirà un’enorme cautela nei viaggi internazionali”.

In sostanza, ci troviamo davanti a “un processo che vedo per i prossimi 6-8 mesi”. La cautela è la prima arma per evitare una seconda ondata dell’epidemia: “E’ una sconfitta considerarla un dato di fatto”.

“Se domani tornassimo alla normalità, l’epidemia riprenderebbe il suo cammino. Finora abbiamo fatto sforzi incredibili per strangolarla e adesso la sfida è controllarla”.

Per questo bisognerà fare i test per ridurre i numeri attuali, solo dopo si potrà pensare a riaprire la produzione industriale e a ricominciare ad avere una mobilità interna.

“Dobbiamo infine ricordare – ha aggiunto – che l’Italia ha due storie rispetto all’epidemia, con un Nord più colpito ma più preparato e un Sud con meno esperienza, che potrebbe rischiare di avere focolai che si muovono più velocemente. Occorre – ha concluso – un’enorme cautela”. (Fonte: Ansa).