Coronavirus Genova, nel weekend niente passeggiate sul lungomare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2020 20:14 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2020 20:14
Coronavirus Genova, nel weekend niente passeggiate sul lungomare

Coronavirus Genova, nel weekend niente passeggiate sul lungomare (foto Ansa)

Le parole del sindaco di Genova Marco Bucci: “Stiamo lavorando a un’ordinanza con cui già da questo sabato e domenica vieteremo il passeggio in alcune parti della città, pensiamo le classiche passeggiate e le spiagge”.

Coronavirus Genova, nel weekend niente passeggiate sul lungomare. Lo ha annunciato il sindaco di Genova Marco Bucci durante il punto stampa Covid in Regione.

“Questo per vedere al più presto la curva dei contagi scendere ancora di più e sparire”.

Il sindaco di Genova  ha spiegato che il “transito per raggiungere le attività commerciali sarà consentito”.

Inoltre i parchi resteranno aperti ma controllati.

“Metteremo – spiega il sindaco – personale della protezione civile a controllo dei parchi per verificare che si faccia il corretto uso delle mascherine e che non ci siano assembramenti”.

Non solo Genova. I divieti per il weekend nel resto d’Italia

Centri storici affollati per lo shopping, struscio domenicale nel cuore delle città, birretta al parco, lungomare presi d’assalto complice il bel tempo nonostante il mese di novembre.

Scene di appena pochi giorni fa, nell’ultimo fine settimana, che a partire dal prossimo weekend non dovranno più ripetersi.

È il senso dei divieti che sabato 14 novembre scatteranno nel Nord-Est, in Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia per effetto delle ordinanze delle tre Regioni che, al momento “gialle” secondo la classificazione del Ministero della Salute, corrono ai ripari per limitare gli assembramenti e frenare i contagi del coronavirus.

A queste poi si aggiungono i divieti decisi o che si stanno per varare in molte città.

Sarà dunque un fine settimana di divieti e limitazioni aggiuntive nelle tre regioni, fermo restando che alcune misure potrebbero ulteriormente inasprirsi con l’aggiornamento del “semaforo”.

I principi anti-assembramento che animano le ordinanze dei tre governatori sono le stesse. Le declinazioni sono abbastanza simili ma non identiche sui rispettivi territori.

La limitazione principale, uguale per tutte e tre le regioni, è quella delle saracinesche abbassate di domenica non solo per i centri commerciali come già previsto dal Dpcm, ma per tutti i negozi fatta eccezione per farmacie, parafarmacie, alimentari, edicole e tabacchi.

Nei giorni prefestivi, quindi sostanzialmente di sabato, chiuderanno – al netto delle predette eccezioni – gli esercizi di vendita grandi e medi.

Per il Friuli Venezia Giulia si tratta di strutture superiori ai 400 metri quadrati, per l’Emilia-Romagna la misura riguarderà i negozi sopra i 250 metri quadrati nei Comuni con più di 10mila abitanti (150 nei Comuni più piccoli).

In una città come Bologna, nell’area centrale intorno a piazza Maggiore che viene pedonalizzata nei fine settimana e dove sabato scorso c’era moltissima gente in giro per lo shopping, tanti negozi, come quelli delle grandi catene di abbigliamento, sono sopra questo limite e quindi rimarranno chiusi.

In tutte e tre le regioni nei negozi alimentari potrà entrare non più di una persona per nucleo familiare. L’obiettivo è quello di far evitare uscite e passeggiate “di piacere” e tentare di confinarle a motivazioni di necessità.

In Veneto e Friuli Venezia Giulia corsia oraria preferenziale per gli over 65 in centri commerciali e supermercati.

Il più severo sullo ‘struscio’ urbano è Zaia: “Niente ‘vasca’, non si affolla la spiaggia”.

Stop alle passeggiate in luoghi a rischio affollamento, principalmente le strade e le piazze dei centri storici e i lungomare.

In questi luoghi l’alt di Bonaccini è soltanto a chi fa attività sportiva e motoria, runner e ciclisti.

L’invito è a svolgere attività fisica “preferibilmente” in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, sempre con le distanze di sicurezza.

Formula identica usata da Fedriga.

Regole comuni più stringenti per le consumazioni dei bar e ristoranti aperti comunque fino alle 18.

L’asporto deve essere davvero tale, quindi non sarà consentito consumare cibi o bevande se non seduti nei tavolini dei locali.

Niente gente ammassata al parco con lo spritz o persone con la tazzina usa e getta del caffè davanti al bar. Intanto anche sindaci e prefetti limitano le possibilità di spostamento.

A Roma si contingenteranno le vie dello shopping, il lungomare e i parchi, a Firenze si pensa di chiudere il centro, a Palermo divieto di stazionamento.

A Verona nel fine settimana scatteranno il senso unico per i pedoni e a Bari saranno banditi tre giardini e skate park.

Perché il week end scorso, quello delle folle in centro, al parco o al mare, quello degli assembramenti nonostante tutto non si deve ripetere. (Fonte: Ansa)