Coronavirus, Germania e Francia accusate di non volerle più esportare nella Ue. Speranza: “Agiamo uniti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Marzo 2020 16:48 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2020 17:27
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Coronavirus, Germania e Francia accusate di non volerle più esportare (foto Ansa)

BRUXELLES – Francia e Germania hanno notificato alla Commissione Ue la sospensione dell’export di mascherine verso gli altri Paesi Ue.

“Gli Stati membri – spiega un portavoce della Commissione – sono autorizzati a bloccare la libera circolazione dei beni per motivi gravi, e la protezione della salute pubblica è uno di questi, ma le misure devono essere giustificate, proporzionate e basate su motivazioni oggettive”.

E la Germania chiamata in causa, scrive l’Ansa, ha fatto sapere di non aver ” vietato l’esportazione” delle mascherine protettive come misura presa nell’ambito della crisi sul coronavirus, ma stabilito che prima di farlo bisogna “avere una buona ragione per farlo e chiedere un’autorizzazione alle autorità. Ma se si fa richiesta per l’export verso un Paese europeo o per un’organizzazione internazionale, ovviamente, è più probabile che venga data l’autorizzazione”.

A dirlo è il ministro della Salute tedesco Jens Spahn. “E’ importante che la decisione sia presa caso per caso, perché come ogni Paese riscontriamo una carenza di mascherine – ha continuato – e credo sia ancora più importante che in Ue ci sia un approccio unitario alla questione”.

Coronavirus, Speranza: “Su mascherine agire uniti nella Ue”. 

“Dobbiamo lavorare insieme. Nella mia richiesta di un più forte e veloce coordinamento c’è anche questo: non dobbiamo farci la guerra fra Paesi europei con il solo rischio di aumentare il prezzo dei dispositivi” protettivi, come le mascherine. “Abbiamo bisogno di lavorare e decidere insieme sulla base delle esigenze che ci sono dove conviene utilizzarle nel più breve tempo possibile”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine del Consiglio Salute straordinario sul coronavirus.

“Noi siamo già al lavoro da molte settimane” sul rifornimento di mascherine, ha spiegato Speranza, “ma ci sarebbe bisogno di un unico livello di gestione degli acquisti, provando poi insieme a capire in quale parte d’Europa, nel singolo momento, c’è più bisogno. Io penso che questa sia la linea giusta”. “Se saremo tutti insieme a fare gli acquisti potremo trattare in maniera più significativa” anche con Paesi terzi che producono dispositivi di protezione, ha continuato il ministro, “questa è la chiave di volta e la richiesta del governo italiano”. “Il virus non arriverà nello stesso momento con la stessa forza in tutti i territori, quindi un coordinamento di natura internazionale è la chiave per affrontarlo nella maniera più intelligente – ha detto Speranza – dobbiamo lavorare insieme in questa direzione, e da parte dei grandi Paesi europei con cui mi sono particolarmente confrontato (Germania, Francia, Spagna), c’è un’indicazione che va in questa direzione”.

Anche la Francia ha reso pubblica la sua posizione. “Ciò che la Francia ha fatto” con le mascherine “non è una misura protezionistica ma un modo per avere una visione la più esaustiva possibile di ciò che abbiamo a disposizione”. A dirlo è il ministro della salute francese Olivier Veran. “Abbiamo già cominciato a constatare un aumento del prezzo di alcuni materiali, della rivendita nei mercati non ufficiali o online con esportazioni anche fuori dalla zona euro – ha continuato il ministro. E’ nell’interesse dell’Europa realizzare questo monitoraggio della nostra capacità di produzione delle maschere, di stoccaggio e dei bisogni che devono essere basati sui dati scientifici”.

Veran ha poi detto che c’è una “perfetta convergenza” con il ministro Speranza e che “tutti dovrebbero fare questo lavoro preparatorio per avere una visione concertata a livello europeo. Ma la Francia non sarà un’eccezione alla sua richiesta di solidarietà, come ha sempre dimostrato”.

Corinavirus, in arrivo migliaia di mascherine.

La Gammadis di Civitanova Marche (Macerata) è pronta a distribuire a ospedali e farmacie di tutta Italia decine di migliaia di mascherine protettive per far fronte all’emergenza coronavirus. Dopo una lunga trattativa, la dogana dell’aeroporto di Fiumicino ha concesso il via libera all’importazione immediata di 25 mila pezzi provenienti dal Sudafrica e di altri 200 mila per la prossima settimana. A darne notizia all’Ansa è l’amministratore dell’azienda Alberto Angelini, che si occupa del confezionamento di mascherine e di altri prodotti medico-sanitari.

“Da quando è esploso il problema coronavirus – spiega Angelini – abbiamo ricevuto richieste di mascherine monouso per oltre 200 milioni di pezzi”. Un volume che Gammadis non potrà gestire, “questi sono numeri da multinazionale Abbiamo deciso di privilegiare le forniture a ospedali e farmacie. Contiamo di evadere ordini per un altro milione di mascherine”. Il personale è passato da 4 a 24 dipendenti e “siamo in procinto di fare altre 10 assunzioni”.

Fonte: Ansa