Coronavirus, Galli: “Immigrati non si ammalano? Hanno un fattore protettivo maggiore”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 11:41 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 11:41
Coronavirus, Galli: "Immigrati non si ammalano? Hanno un fattore protettivo maggiore"

Coronavirus, Galli: “Immigrati non si ammalano? Hanno un fattore protettivo maggiore” (Foto Ansa)

ROMA – E gli immigrati? Quanti sono i contagiati da coronavirus e quanti i ricoverati, ad esempio al Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano? “Nessuno mi pare”, risponde in un’intervista a Libero Quotidiano il professor Massimo Galli che del Sacco di Milano è il primario.

Il direttore sanitario osserva anche che “in ogni caso la percentuale è praticamente nulla”. Quanto alla spiegazione, il medico dice che “l’ipotesi, ma è ancora tutta da dimostrare anche se è verosimile, è che in alcune etnie di discendenza africana ci siano diverse caratteristiche e disponibilità per il virus”.

Uscendo dai tecnicismi, Galli dice che ciò significa che “queste persone potrebbero avere un fattore protettivo maggiore“, cioè è possibile “che abbiano le porte chiuse, o meglio, semichiuse nei confronti del Covid-19 mentre le porte degli italiani sono invece spalancate”. Anche per il fatto che come italiani “siamo una popolazione molto vecchia, e questo ci espone più facilmente alle malattie mentre gli immigrati che risiedono in Italia sono per lo più giovani e in forze e pertanto hanno molti meno problemi di salute rispetto a noi”.

“Il fattore anagrafico e la sana costituzione – osserva Galli – spiegherebbero anche il motivo per cui gli adolescenti e i bambini reagiscono molto meglio al Covid-19”.

Infine un’ultima osservazione sul Giappone: “Sono riusciti a circoscrivere il virus per tempo. Hanno individuato velocemente i contagiati, li hanno isolati e hanno ricostruito i loro contatti. In Italia invece l’infezione ha circolato almeno per un mese senza che ce ne rendessimo conto. Quando tutti, me compreso, pensavamo di essercela cavata, ecco che siamo stati presi alle spalle”, conclude il primario del Sacco di Milano. (Fonte Libero Quotidiano).