Coronavirus, 3600 contagi sul lavoro dopo il lockdown

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2020 11:54 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2020 11:59
mascherine ansa

Coronavirus, 3600 contagi sul lavoro dopo il lockdown (foto Ansa)

ROMA – Sono circa 3600 i casi di contagi da Covid registrati in più, sul lavoro, al 31 maggio.

Il dato è stato monitorato rispetto al precedente 15 maggio.

Vie è stato quindi un aumento, come era forse prevedibile, delle infezioni sui posti di lavoro dopo le riaperture di maggio.

E’ quanto emerge dal quarto report nazionale sulle infezioni di origine professionale denunciate all’Inail.

L’analisi per professione evidenzia la categoria dei tecnici della salute come quella più coinvolta da contagi, con circa l’84% relativa a infermieri.

Il 71,7% dei contagiati sono donne e il 28,3% uomini. L’età media dei lavoratori che hanno contratto il virus è di 47 anni per entrambi i sessi.

Coronavirus, la stagionalità fattore importante

“La stagionalità risulterà un fattore importante” nell’affermarsi di una possibile seconda ondata di casi di Covid-19.

A dirlo è Cristopher Murray, direttore dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’università di Washington.

Sulla base di un nuovo modello previsionale di terza generazione, l’Istituto prevede – almeno per gli Stati Uniti – un probabile plateau o lieve aumento dei casi durante l’estate, ed “un nuovo rapido incremento delle morti da metà settembre”.

Secondo Murray, ci sono sempre più indicazioni che “la stagionalità sia importante”, nella previsione dell’andamento dei contagi.

Ma anche la ripresa della mobilità e dei contatti saranno fattori che contribuiscono ad un possibile ritorno su più larga scala dele infezioni. Secondo i nuovi calcoli dell’Istituto entro il primo ottobre le morti negli Usa a causa del Sars-Cov- 2 raggiungeranno quota 170mila.

Contagi coronavirus, oltre 1,5 milioni di casi in Sud America

Intanto non arrivano buone notizie dall’America Latina, dove i contagi hanno superato la soglia del milione e mezzo i contagi da Covid-19 in America Latina, secondo quanto risulta da un conteggio dell’agenzia Afp.

Il Paese più colpito è il Brasile, che ha superato gli 800.000 casi e i 40.000 morti, con un impressionante aumento di 100.000 contagi negli ultimi tre giorni.

Da giorni la pandemia da coronavirus in America Latina ha subito una decisa impennata, con un numero quotidiano di contagi variante fra i 35.000 ed i 50.000, e con almeno 1.200-1.500 morti.

Da solo il Brasile contribuisce al bilancio generale con circa la metà dei contagiati (802.828, +30.412 rispetto a ieri) ed il 60% dei morti (40.919, +1.239), sullo sfondo di tensioni e polemiche dovute alla spregiudicata politica sanitaria adottata dal governo del presidente Jair Bolsonaro.

Seguono il Perù, con 214.788 contagiati e 6.109 morti, il Cile (154.092 e 2.648) e poi il Messico (129.184 e 15.357). Infine, altri sei Paesi (Ecuador, Colombia, Argentina, Repubblica dominicana, Panama e Bolivia) più di 10.000 contagiati e più di 400 morti (fonte: Ansa).