Coronavirus, l’Italia non riaprirà alcuni collegamenti aerei con la Cina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Febbraio 2020 9:24 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2020 9:56
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, l’Italia riaprirà alcuni collegamenti aerei con la Cina (foto Ansa)

ROMA – L’Italia riaprirà alcuni collegamenti aerei con la Cina? Per ora no. I voli tra Italia e Cina resteranno chiusi così come previsto dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, il 31 gennaio 2020 e si continuerà a lavorare per implementare le misure già attivate nelle ultime settimane. Lo ha confermato la task force sul coronavirus riunitasi al ministero smentendo alcune indiscrezioni circolate nella mattinata.

Coronavirus, Zaia: “I cinesi non sono untori”

“Confido ancora che lo staff scientifico del ministro Speranza riprenda in esame quella circolare scolastica in nome del principio di precauzione. Ma non facciamone una battaglia politica”. A parlare, in una intervista alla Stampa, è il Governatore del Veneto, Luca Zaia, che non intende far cadere la questione degli studenti a rischio di coronavirus.

È però dispiaciuto che sia passato un messaggio che ritiene “sbagliato”, e cioè che “ci sia qualcosa di politico dove non c’è. Al contrario, io sono convinto che in questa fase, sul coronavirus occorra una ‘no fly zone’ della politica. È un problema che riguarda tutti senza distinzione di religione, credo politico, colore della pelle”. “E’ passata l’idea – ammette – di quattro rozzi localisti che volevano fare un po’ di voti sulla pelle dei cinesi. Invece no, era una proposta di semplice buon senso. Basta leggere, ma sul serio, la lettera inviata al governo. Abbiamo chiesto di valutare la possibilità di un isolamento volontario di 2 settimane per i ragazzi in età scolare, di qualunque nazionalità, italiani compresi, che tornassero dalle zone infette, nemmeno da tutta la Cina, prima di entrare in classe. Perché, se si verificasse un solo caso di contagio in una scuola, cadremmo in un precipizio…E aggiungo che non abbiamo mai parlato di bambini cinesi”.

Fonte: Ansa, La Stampa.