Coronavirus Italia: +1492 casi in un giorno, 133 morti in più. Solo la Cina è peggio

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 8 Marzo 2020 18:35 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2020 21:02
Coronavirus Italia, bollettino 8 marzo Angelo Borrelli: +1492 casi in un giorno, 133 morti in più

Coronavirus Italia bollettino 8 marzo: +1492 casi in un giorno, 133 morti in più (nella foto Ansa, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli)

ROMA – Sono 7.375 i casi totali di coronavirus in Italia. Lo ha detto il commissario all’emergenza Angelo Borrelli. Oggi si registra un aumento record di 1.492 casi in sole 24 ore, e 366 morti, 133 in più di sabato 7 marzo. Il nuovo dato è stato fornito da Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile. Con queste cifre, l’Italia diventa il secondo Paese come numero di morti per Coronavirus, dopo la Cina ovviamente.

6.387 sono le persone attualmente positive, 622 i guariti, 366 i decessi. I guariti sono 33 in più rispetto al giorno prima. Sono 650 i malati ricoverati in terapia intensiva per coronavirus, 291 in più rispetto a ieri. Di questi, ben 399 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di 40 casi. Sono invece 3.557 i malati con sintomi ricoverati e 2.180 quelli in isolamento domiciliare.

L’analisi dei numeri.

Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 133, passando da 233 a 366, con un aumento del 57% in un giorno. Il maggior numero viene dalla Lombardia, 113. L’incremento dei malati, passati da 5.061 a 6.387 (+1.326), è stato del 26,2%. Meno marcato l’aumento delle persone guarite, diventate in totale 622, con un incremento di 33 unità (+5,6%). Infine i malati in terapia intensiva sono aumentati di 87 (+14,4%). E’ quanto si evince dai dati della Protezione Civile.

I dati regione per regione.

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 3.372 i malati in Lombardia, 1.097 in Emilia-Romagna, 623 in Veneto, 355 in Piemonte, 265 nelle Marche, 165 in Toscana, 81 nel Lazio, 100 in Campania, 67 in Liguria, 53 in Friuli Venezia Giulia, 51 in Sicilia, 36 in Puglia, 26 in Umbria, 14 in Molise, 23 nella provincia di Trento, 17 in Abruzzo, 9 nella provincia di Bolzano, 9 in Valle d’Aosta, 11 in Sardegna, 9 in Calabria e 4 in Basilicata. Le vittime sono 267 in Lombardia (113 in più di ieri), 56 in Emilia Romagna (+8), 18 in Veneto (+5), 7 nelle Marche (+1), 5 in Piemonte, 6 in Liguria (+2), 3 in Puglia (+1), 3 nel Lazio (+2) e uno in Friuli Venezia Giulia. Complessivamente sono finora 7.375 i contagiati totali dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite. Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 49.937, dei quali quasi 40mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Italia seconda solo alla Cina.

L’Italia, con 366 vittime, è il secondo Paese per numero di morti legati al coronavirus dopo la Cina, che ne registra circa 3.000. A seguire ci sono Iran (194) e Corea del Sud (50), secondo i dati della Johns Hopkins University. Quanto a numero di contagiati, secondo gli stessi dati, l’Italia è al quarto posto dopo Cina, Corea del Sud e Iran.

13 pazienti in terapia intensiva trasferiti dalla Lombardia.

“Tredici pazienti sono già stati trasferiti o sono in corso di trasferimento dalla Lombardia alle regioni limitrofe” per alleggerire le terapie intensive.

Borrelli: “Compriamo 22milioni di mascherine”.

Per la mascherine “stiamo firmando una serie di contratti che dal 12 marzo al 30 aprile ci metteranno a disposizione 22 milioni di quelle chirurgiche”.

Iss: “Impossibili previsioni sul picco”.

“Al momento non mi sento di fare previsioni” su quando si raggiungerà il picco dell’epidemia di coronavirus in Italia e sull’evoluzione della malattia nel nostro Paese. Così Silvio Brusaferro dell’Iss in conferenza stampa alla Protezione civile a Roma.

Iss: “Zone rosse per rallentare la trasmissione”.  

“Appare evidente che c’è una circolazione critica locale del virus, le misure che sono state prese sono state adottate seguendo questa logica, per rallentare la trasmissione e fare sì che i casi che necessitano di ricovero possano essere numericamente dilazionati nel tempo. Al tempo stesso si è voluto dare un segnale forte di prevenzione a tutto il Paese perché in casso di focolai i locali i sistemi siano pronti”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. (Fonti: Ansa, Agi e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).