Coronavirus Italia, Iss: “Epidemia non è finita, ci sono altri focolai”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Giugno 2020 12:12 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2020 14:41
Iss epidemia coronavirus non è finita: i focolai e i dati del monitoraggio

Iss epidemia coronavirus non è finita: i focolai e i dati del monitoraggio (Foto archivio ANSA)

ROMA – L’epidemia di coronavirus in Italia non è ancora finita e per l’Iss non possiamo abbassare la guardia.

Questo il monito dell’Istituto superiore di sanità, Iss, sui focolai ancora attivi nel territorio italiano.

“In quasi tutta la Penisola sono documentati focolai di trasmissione attivi”, si legge nel monitoraggio congiunto ministero della Salute-Iss condotto nella settimana tra il 25 e 31 maggio.

Gli esperti spiegano che il riscontro “è in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti”.

Il significato dei dati raccolti in piena fase 2 è che “l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa”.

Iss: “Epidemia coronavirus non è finita”

Nel monitoraggio si legge che le misure di lockdown attuate in Italia “hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da SARSCoV-2”.

In alcune realtà regionali, però, “persiste un numero di nuovi casi segnalati ogni settimana elevato seppur in diminuzione”.

“Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante”, dicono.

Per questo motivo, gli esperti chiedono “rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico”.

Iss: “Bene lockdown, ma restiamo in allerta”

“La situazione relativa prevalentemente alla prima fase di transizione, è complessivamente positiva”, si legge ancora nel rapporto.

Quindi la raccomandazione: “E’ necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali per continuare a favorire la consapevolezza e la compliance della popolazione”,

Inoltre, va realizzata “la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti”.

Si tratta di azioni, sottolinea il rapporto, che “sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”.

Monitoraggio covid-19, Iss: “Nessuna regione con Rt sopra a 1”

Una notizia incoraggiante che arriva dal monitoraggio è che nessuna regione in Italia ha un Rt superiore a 1.

Nel monitoraggio si legge: “Si rileva un forte miglioramento della qualità e dettaglio dei dati inviati dalle Regioni al ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità e discussi nella Cabina di Regia”.  

 Inoltre, si sottolinea che il quadro generale della diffusione del coronavirus “è favorevole con una generale diminuzione nel numero di casi ed una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali”.

Continua il trend positivo dell’andamento della curva dei contagi da coronavirus, ma come evidenziano gli esperti, non è ancora il momento per abbassare la guardia. (Fonte: ANSA, Iss)