Coronavirus, un italiano su mille nella bara Covid

di Lucio Fero
Pubblicato il 7 Dicembre 2020 8:19 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2020 10:37
Coronavirus, un italiano su mille nella bara Covid

Coronavirus, un italiano su mille nella bara Covid (foto Ansa)

Coronavirus, cioè più di 60 mila italiani morti di Covid in dieci mesi. Sessantamila, cioè un italiano su mille. Cioè un italiano su mille già nella bara Covid.

Covid, uno su mille non ce l’ha fatta.

Uno su mille degli italiani tutti che sono 60 milioni. Non uno su mille dei contagiati. O degli asintomatici. O di coloro che si ammalano lievemente. No, uno su mille di tutti noi è già morto di Covid. Ma a coloro che negano, riducono, rimuovono non basta. Non basta a chi nega, riduce, rimuove uno su mille già morto perché smarito, negato e inviso è il principio di realtà. Negazionisti, riduzionisti e assuefatti, l’aumento del numero delle vittime non li riporta verso il principio di realtà, al contrario più morti ci sono più si esalta ed eccita il loro rifiuto del principio di realtà.

Un italiano su mille già nella bara Covid loro non basta e non basterà mai, fino a che quell’uno su mille (o qualunque sia la percentuale delle vittime sulla popolazione) non sarà a casa loro. Allora grideranno che lo Stato li ha lasciati soli o digrigneranno che è colpa dei medici.

Infame accusa dei 900 euro a morto

In libera e infame circolazione sui social l’infame menzogna (cui non dedicare neanche il minimo indiretto sostegno di un titolo su Google) secondo la quale gli ospedali vengono pagati 900 euro a morto. Quindi, più morti, più euro. Quindi i morti o li ammazzano di proposito o li inventano. Menzogna infame, che però una origine chiara ce l’ha: chi pensa che negli ospedali e ovunque si sia disposti, anzi pronti a vendersi tutto per soldi, chi pensa che tutti si venderebbero la mamma e i figli per soldi, così pensa perché immagina siano tutti come lui.

Chi spaccia l’infame menzogna dei morti a pagamento, 900 euro l’uno, è chi per 900 euro si venderebbe l’anima e la mamma. E chi crede che questa sia la realtà è chi vede nelle infamie inventate la sua immagine (non immaginazione, immagine) riflessa allo specchio.