Coronavirus, chi ci inzuppa il pane: ladri di donazioni, ricattatori hacker, un po’ di avvocati…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Aprile 2020 9:12 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2020 9:12
Coronavirus Italia, chi ci inzuppa il pane: ladri di donazioni, ricattatori hacker, un po' di avvocati...

Coronavirus, chi ci inzuppa il pane: ladri di donazioni, ricattatori hacker, un po’ di avvocati… (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Coronavirus, chi ci inzuppa il pane. Non sono pochi e crescono di numero e in attività. 

Ladri di donazioni in denaro, donazioni per chi combatte l’epidemia. Ieri il capo delle Protezione Civile, Borrelli, ha dovuto e voluto denunciare in conferenza stampa (oltre che alla Magistratura) una pagina Facebook che, camuffata da Protezione Civile appunto, invitava a versare su Iban che certo della Protezione Civile non è. Pagina sparita dopo poco ma sia pure per il tempo di uno scippo la pagina c’è stata.

E non è certo la sola iniziativa messa in atto dai ladri di donazioni. Che causano un doppio danno, il primo quello ovvio di rubare denaro. Il secondo, più odioso e infame, quello di spargere sospetto su ogni forma di raccolta fondi. I ladri di donazioni non son solo ladri, contribuiscono per quanto possono a far morire le vittime dell’epidemia.

Ricattatori hacker (non quelli all’attacco del sito Inps, che chissà se esistono davvero). No n una , non due ma più volte in Italia e anche in altri paesi colpiti da coronavirus sono stati attaccati i siti di ospedali. Sì, avete letto bene: ospedali. Hacker all’attacco di siti di ospedali, attacco per prendere in ostaggio i siti e gli ospedali stessi.

Chiedendo riscatto (in bitcoin quasi sempre) per rilasciare l’ostaggio, cioè per consentire che l’ospedale tornasse ad avere il suo sito e quindi tornasse a funzionare appieno. Come prendere in ostaggio una bombola d’ossigeno e rilasciarla dietro pagamento, non c’è differenza.

Un po’ di avvocati si sono ingegnati e hanno lanciato tante piccole campagne di reclutamento clienti. Sul web si trovano (non poche) le loro proposte: vieni da noi a far causa agli ospedali e ai medici, niente spese, prendiamo solo una percentuale dei risarcimenti…Far causa agli ospedali perché forse lì si è contratto coronavirus, far causa ai medici perché non hanno guarito da coronavirus…Gli Ordini Professionali degli avvocati, nazionale e locale, hanno giudicato come “non deontologica” l’iniziativa.

Insomma hanno detto: non si fa. Potevano e possiamo dire qualcosa in più del non si fa: fa schifo. Fa schifo in questo momento voler tirare su soldi usando il dolore e lutto contro ospedali e medici. Fa schifo far finta di non sapere che medici e infermieri spesso non potevano proteggere se stessi dall’infezione e quindi come potevano garantire per i pazienti? Fa schifo questo modi di inzupparci il pane nel coronavirus.

Forse più di ogni altro nella classifica del delinquere infame: si parte dalla mascherina fatta con la carta, si sale alla mascherina venduta a 10/20 volte il suo valore come merce, si sale ancora alle mascherine accaparrate per indurre domanda e rivenderle a mercato quasi nero, quindi le tentate truffe via web agli anziani forzati ad avventurarsi sul web, si sale ancora allo spaccio di medicinali (sempre via web) spacciati come anti coronavirus e tanti, tanti altri gradini fino ai ladri di donazioni, ai ricattatori hacker, a quel po’ di avvocati. Varia e non sparuta è la cattiva gente che ci inzuppa il pane.