Coronavirus, Cgil: “Dipendente licenziato per colpo di tosse”. Azienda smentisce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Aprile 2020 17:34 | Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2020 17:34
Coronavirus licenziato colpo tosse: Cgil denuncia, azienda smentisce

Coronavirus licenziato colpo tosse: Cgil denuncia, azienda smentisce (Foto archivio ANSA)

REGGIO EMILIA – Un dipendente della Pregel e sindacalista ha denunciato di essere stato licenziato per un colpo di tosse durante l’emergenza coronavirus. La Cgil si è schierata al fianco del dipendente di 52 anni, definendo il licenziamento pretestuoso. L’azienda però smentisce, accusandolo di aver violato segreti aziendali.

Cgil: “Licenziato per un colpo di tosse”

La denuncia arriva dalla Flai Cgil di Reggio Emilia e riguarda la Pregel, azienda reggiana di prodotti e semilavorati per la gelateria. Secondo quanto riferito all’ANSA, il sindacato dichiara: “Un nostro sindacalista è stato licenziato per un colpo di tosse. Sabato scorso ha comunicato la decisione a un 52enne dipendente, liberandosi così anche dell’unico delegato sindacale della ditta”.

Tra le motivazioni, stando a quanto spiegano i sindacati, vi è anche quella di “aver tossito senza coprirsi la bocca vicino a un collega”, ma in quel momento “non poteva farlo perché aveva entrambe le mani impegnate nel trasporto di due sacchi”.

Da qui, la richiesta della Cgil di “ritirare il gravissimo provvedimento, altrimenti saremmo costretti a prendere atto che è più importante la ricerca del profitto rispetto alla tutela della salute e ci comporteremo di conseguenza”. 

Pregel smentisce: “Violati segreti aziendali”

L’azienda si difende sostenendo che il licenziamento non riguarda la violazione delle norme per contrastare la diffusione del coronavirus e rivendica la giusta causa: “Al dipendente in questione gli sono stati contestati comportamenti con rilievo disciplinare per aver messo a repentaglio importantissimi segreti industriali, con grave rischio per l’azienda e per i posti di lavoro dei colleghi”.

La Pregel ribadisce la “correttezza del proprio operato” e si dice “disponibile a confrontarsi coi sindacati”. (Fonte: ANSA)