Coronavirus Lombardia, 216 morti e -34 ricoverati in terapia intensiva nelle ultime 24 ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Aprile 2020 18:44 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2020 18:46
Gallera, Ansa

Coronavirus Lombardia, 216 morti e 1202 ricoverati in terapia intensiva (-34 rispetto a ieri) nelle ultime 24 ore (foto Ansa)

ROMA – In Lombardia i casi positivi sono 56.048 con una crescita di 1246, mentre ieri, quindi giovedì 9 aprile, erano stati 1388.

Diminuiscono i ricoverati in terapia intensiva che sono 1202, con un calo di 34, mentre i ricoverati non in terapia intensiva sono 11.877 con un aumento di 81.

Cala anche la crescita dei deceduti che sono con 10.238, con 216 morti mentre ieri erano 300.

Questi i numeri comunicati dal vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala, confermando che “il trend è in diminuzione”.

Questione supermercati.

In Lombardia a Pasqua e Pasquetta “i negozi di generi alimentari potranno scegliere di rimanere aperti o se chiudere”. Lo ha spiegato il governatore lombardo Attilio Fontana, in un video messaggio ai cittadini su Facebook.

“Non abbiamo imposto nulla – ha detto Fontana -, voi vi dovrete informare per evitare domani di fare troppe code, di fare assembramenti e che si possa creare qualche situazione di pericolo”.

Capitolo stipendi dei medici.

“Non ci sarà nessun taglio agli stipendi dei medici per malattia dovuta a Covid-19. Al contrario, abbiamo stanziato 40 milioni di euro per pagare gli straordinari al personale impegnato a fronteggiare questa drammatica emergenza”.

Così l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha risposto alle segnalazioni dei rappresentanti del sindacato Anaao Assomed Lombardia.

“Eventuali decurtazioni per malattia, determinate dalle leggi nazionali – ha aggiunto Gallera – saranno ripristinate con gli stipendi di aprile e di maggio, nel momento in cui le aziende sanitarie avranno definito insieme all’Inail le assenze dovute a contagio da Covid-19 dalle altre tipologie”.

Le circolari Inail del 17 marzo e del 3 aprile, ha detto l’assessore, “chiariscono che le malattie Covid non devono essere decurtate, ma il certificato di malattia che arriva in azienda, per motivi di privacy, non ne contiene la causa. Per questo, la distinzione avviene per singolo caso e questa ricognizione non è stata compatibile con i tempi necessari per la chiusura delle ‘buste paga’. Le eventuali penalizzazioni ‘improprie’ saranno rettificate e conguagliate”.

“La gratitudine nei confronti nei nostri medici impegnati ogni giorno in trincea è infinita – ha concluso Gallera – e per questo stiamo pensando di riconoscere in modo concreto il loro impegno umano e professionale con una premialità e ci stiamo muovendo con un intervento giuridico per poterlo fare”. (Fonte: Ansa).