Coronavirus, lui medico a Bergamo: la moglie, positiva, partorisce da sola a Milano

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2020 11:56 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2020 11:56
Coronavirus, lui medico a Bergamo: la moglie, positiva, partorisce da sola a Milano

Coronavirus, lui medico a Bergamo: la moglie, positiva, partorisce da sola a Milano (Lorenzo Norsa e la moglie, foto Facebook)

BERGAMO – Lui a Bergamo in trincea, medico nell’ospedale di uno dei maggiori focolai di coronavirus in Italia. Lei, la moglie, a partorire alla clinica Mangiagalli di Milano senza di lui. Lorenzo Norsa, pediatra di 37 anni, non ha potuto assistere alla nascita della sua terza figlia, la piccola Anna. La moglie, Sara, è risultata positiva al coronavirus, e ha partorito con un cesareo senza il marito.

“Martedì scorso Sara è andata in Mangiagalli per una visita – ha raccontato Norsa a Repubblica -. Aveva qualche linea di febbre, le hanno fatto il tampone ed è risultata positiva. A quel  punto, essendo vicina alla data prevista per il parto, i colleghi hanno valutato che fosse il caso di farla partorire con il cesareo”.

Lui lo ha saputo mentre si trovava a Bergamo, dove lavora distaccato nei reparti dei pazienti malati di Covid-19: “Me lo ha detto il mio primario, Lorenzo D’Antiga, mentre ero in servizio coi pazienti Covid. Lui lo aveva saputo dai colleghi milanesi. Essendo io potenzialmente infetto, visto che ogni giorno lavoro sul coronavirus, sapevo che non avrei mai potuto assistere al parto a Milano. E in reparto a Bergamo c’era bisogno di me”.  

Adesso moglie e figlia stanno bene, mentre gli altri due figli sono con i nonni: “Visto il mio lavoro, abbiamo ritenuto di mandarli fuori casa per un po’ per evitare rischi. Una scelta che mi è dispiaciuto prendere, ma che è stata necessaria. Per fortuna la tecnologia ci aiuta a essere vicini. Mia moglie ha mandato ai piccoli le foto della loro sorellina appena nata. Anche io li sento e li vedo grazie agli smartphone. L’unica cosa da fare in questi momenti è evitare i contatti. Non c’è alternativa”.

Al momento non si sa ancora se la piccola Anna sia positiva al coronavirus come la mamma: “La cosa più probabile è che negli ultimi giorni di gravidanza la mamma, tramite cordone ombelicale, le abbia trasmesso gli anticorpi e che lei sia quindi immune. Adesso Sara e Anna sono insieme in stanza, sempre vicine, in un ambiente assolutamente protetto. Cominciano a interagire. Sara allatta comunque con guanti e mascherina, come estrema precauzione”.

In ospedale a Bergamo, intanto, la situazione è drammatica, ammette, “ma la risposta che stiamo dando  ci rende orgogliosi. Sono fiero di dire che è difficile immaginare qualcosa di meglio di quello che vedo ogni giorno da parte dei colleghi, degli infermieri, di tutto il personale. D’altra parte non mi stupisce. Lavoravo in ospedale a Parigi e sono voluto tornare a Bergamo proprio perché è un centro di eccellenza, a livello Europeo”.

Nonostante l’alto numero di pazienti Covid-19, negli altri reparti si va avanti regolarmente, spiega il dottor Norsa: “Da noi in pediatria il centro trapianti va avanti come sempre anche se molti di noi, io per primo, si sono messi a disposizione per fronteggiare l’emergenza. Ma non si molla niente. A lavorare sui due fronti non siamo solo noi giovani. L’esempio ce lo ha dato il nostro primario, il dottor D’Antiga, che quando c’è stata la necessità di rafforzare i reparti Covid si è offerto si è offerto volontario per primo. Noi seguiamo l’esempio. Come lui, anche io sono convinto che, #tuttoandrabene, come dice l’hashtag. Basta che ciascuno faccia la sua parte. Lo ripeto: fate la vostra, state a casa”.  (Fonte: La Repubblica)