Coronavirus, a Milano chiudono tutti gli esercizi cinesi: bar, ristoranti, centri estetici “per rispetto per la città”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Febbraio 2020 17:36 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2020 17:36
Coronavirus, a Milano chiudono tutti gli esercizi cinesi: bar, ristoranti, centri estetici "per rispetto per la città"

Coronavirus, a Milano chiudono tutti gli esercizi cinesi: bar, ristoranti, centri estetici “per rispetto per la città” (Foto Ansa)

MILANO  –  Bar, ristoranti, ma anche parrucchieri, centri estetici e negozi di alimentari: tutte le attività commerciali gestite da cinesi a Milano hanno deciso di chiudere “fino a data da destinarsi” per “rispetto per il momento che la città sta vivendo”, ha spiegato a Repubblica Francesco Wu, nel direttivo di Camera di Commercio di Milano Monza a Brianza, responsabile per l’imprenditoria straniera.

“Ogni settore commerciale della comunità cinese – ha spiegato Wu – ha deciso in autonomia già da venerdì di chiudere le attività, sia per un calo della domanda di servizio, sia per rispetto verso la città in un momento difficile. Non c’è stato un ordine dall’alto arrivato dai vertici o dall’ambasciata cinese, ma una consultazione orizzontale, nelle chat, dei ristoratori fra di loro, come dei baristi, come dei parrucchieri e degli estetisti. Abbiamo valutato, anche a seguito dell’ordinanza regionale, che è opportuno chiudere le attività fino a nuove disposizione, per non mettere a rischio la salute di nessuno e anche perché comunque il giro d’affari non giustifica l’apertura dei negozi e degli esercizi pubblici”.

La conferma arriva dalla rivista ufficiale dell’Ambasciata cinese ‘Il filo di seta’: “L’iniziativa è volta a dare un concreto contributo alla tutela della salute di tutti e non ha nulla a che vedere con il timore che vi sia presenza di persone portatrici del virus e/o contagiate dallo stesso tra i titolari e i dipendenti delle attività. E’ semplicemente una forma di rispetto ed attenzione ed una manifestazione di reale interesse e preoccupazione nei confronti delle persone e del Paese in cui tutti noi – indipendentemente dalle nostre origini – viviamo.  Proprio in queste ore, inoltre, la Comunità si sta rapportando attivamente con le Istituzioni Sanitarie lombarde per verificare la possibilità di donare una fornitura di tamponi proveniente dalla Cina che consentirebbe l’identificazione del Virus con tempi di risposta molto più celeri di quelli propri dei tamponi attualmente in dotazione alle strutture ospedaliere italiane.  Siamo in attesa degli esiti della comparazione delle schede tecniche e dell’effettiva corrispondenza con i criteri propri delle Normative vigenti in Italia per disporre la spedizione”. (Fonte: Repubblica)