Coronavirus, a Milano (ma non solo) lunedì potrebbero riaprire le scuole

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Febbraio 2020 14:10 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2020 14:10
Coronavirus, a Milano (ma non solo) lunedì potrebbero riaprire le scuole

Coronavirus, a Milano (ma non solo) lunedì potrebbero riaprire le scuole (Foto Ansa)

MILANO – Se le Università si attrezzano per far fronte al coprifuoco da coronavirus con lezioni online, come annunciato mercoledì dal ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi, a scuola si potrebbe tornare già lunedì 2 marzo. Almeno questo è quel che è previsto allo stato attuale, anche se gli ultimi aggiornamenti si avranno solo nel fine settimana. 

Se, infatti, al centro e al sud diverse regioni hanno deciso di lasciare gli allievi a casa anche senza casi di coronavirus, al nord diversi governatori chiedono di poter riaprire le aule. In particolare Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia punterebbero alla riapertura, ovviamente se consentita in sicurezza. 

Da oggi, 27 febbraio, intanto sono chiuse anche le scuole in provincia di Taranto. Restano ancora a casa gli studenti di ogni ordine e grado in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige, Marche e Friuli Venezia Giulia, oltre che nel territorio metropolitano di Palermo e a Napoli.

Lunedì 2 marzo riapriranno le scuole, le università e gli asili nido in Alto Adige e Veneto. La ministra Lucia Azzolina ha detto che “se le misure prese per arginare la diffusione del coronavirus avranno effetti immediati, dalla prossima settimana si può pensare a chiusure delle scuole su base provinciale, legate alle zone del focolaio”, e non più a livello regionale. Le decisioni, in ogni caso, verranno prese “in accordo con le autorità sanitarie”, ma quel che ha garantito Azzolina a Radio24 è che “l’anno scolastico non sarà perso”: “Le scuole nella loro autonomia scolastica potrebbero anche prevedere di allungare l’anno (recuperando i giorni persi per coronavirus a fine anno, ndr) ma non sarà necessario perché abbiamo attivato una task force per garantire la didattica a distanza”. (Fonti: Ansa, Corriere della Sera)