Coronavirus Milano, preside in pensione sepolto per sbaglio al campo dei “senza famiglia”. Potranno riesumarlo tra 2 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2020 11:15 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2020 11:15
Coronavirus Milano, preside in pensione sepolto per sbaglio al campo dei "senza famiglia". Potranno riesumarlo tra 2 anni

Coronavirus Milano, preside in pensione sepolto per sbaglio al campo dei “senza famiglia”. Potranno riesumarlo tra 2 anni

MILANO – Lo hanno sepolto nel campo dei “senza famiglia” del Cimitero Maggiore a Milano. Ma la vittima, un preside in pensione, stroncato il 23 marzo scorso dal coronavirus, una famiglia invece ce l’aveva. E anche numerosa: due figlie, tre sorelle e diversi nipoti.

La spiegazione dell’errore, scrive Il Corriere della Sera, risiederebbe in una telefonata risalente a quattro giorni dopo il decesso.

Era il 27 marzo quando una dottoressa del Fatebenefratelli, dove l’uomo era ricoverato, riporta ad una delle figlie la tragica notizia.

“Buongiorno — ricostruisce il quotidiano — purtroppo devo informarla che sua madre è deceduta”.

“Ma come? — ha risposto la donna — Mia madre è morta anni fa. È mio padre che è deceduto. Mi avete già avvertito lunedì sera”.

“Ah, mi dispiace tanto. Mi scusi per l’errore. È che qui non sappiamo più dove mettere i morti”.

La fatica del medico, l’aumento dei morti negli ospedali potrebbero essere all’origine del disguido, uniti al fatto che la famiglia era impossibilitata a muoversi per il lockdown.

Il 16 marzo il Comune aveva modificato la disciplina delle sepolture. L’ordinanza firmata dal sindaco stabiliva di individuare un campo al cimitero Maggiore “per l’inumazione dei defunti, per i quali i familiari dolenti non forniscano indicazioni sulle modalità dei servizi funebri da effettuare”.

Prima il termine era di 30 giorni, ma poiché a Milano iniziavano ad accumularsi le salme dei morti di Covid-19, l’intervallo era stato accorciato a cinque.

Altro equivoco è dovuto al fatto che, sempre nella telefonata del 27 marzo, ai familiari fu detto di rivolgersi o alle pompe funebri o al Comune.

La famiglia ha inteso che sarebbe stato uguale e così il professore è finito nella lista dei deceduti ai quali le famiglie sono “disinteressate”.

Si è arrivati così alla tarda mattinata del 4 aprile, dodici giorni dopo la sua morte, quando l’uomo è stato sepolto al Campo 87.

Potrà essere riesumato tra due anni, ancora a spese del Comune, e a quel punto collocato dove vuole la famiglia. (Fonte: Ansa).