Coronavirus, l’ultima multa pazza: fumava senza mascherina. Boom di ricorsi

di Daniela Lauria
Pubblicato il 26 Maggio 2020 12:43 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2020 12:43
Coronavirus, l'ultima multa pazza: fumava senza mascherina. Boom di ricorsi

Coronavirus, l’ultima multa pazza: fumava senza mascherina. Boom di ricorsi (Foto archivio Ansa)

MILANO – Lo hanno sanzionato perché fumava senza mascherina. L’ultima multa pazza al tempo del coronavirus è stata elevata a Cernusco sul Naviglio, comune della città metropolitana di Milano.

Qui un 40enne incredulo ha osato chiedere agli zelanti vigili: “Mi spiegate come posso tenere in bocca una sigaretta se indosso una mascherina? Esiste forse un divieto di fumo all’aperto?”.

“In Lombardia è obbligatorio indossarla sempre e non sono ammesse eccezioni”, gli hanno risposto presentandogli il conto di 400 euro da pagare entro 5 giorni. 

L’uomo, come riporta il quotidiano la Stampa, ha già fatto ricorso. E come lui, c’è da scommetterci che molti altri si rivolgeranno all’avvocato.

Qualcuno rischia persino di finire in Corte costituzionale, perché alcuni legali hanno sollevato questioni di legittimità sui famosi Dpcm e sulle ordinanze locali.

Ci sono casi fin troppo surreali, come quello di un anziano di Ospitaletto, in provincia di Brescia, sorpreso dai carabinieri a riposare su una panchina mentre era in fila al supermercato.

“Sarebbe bastato il buonsenso”, dicono i suoi avvocati. Ma anche un po’ di comprensione.

Come il barista di Bagnolo Cremasco, rimasto senza soldi per la spesa, che qualche settimana fa si è recato a pranzo dai genitori. 

“Sono solo 400 metri, ma tecnicamente sono due comuni diversi”, ha spiegato. Nulla da fare, anche a lui 400 euro di multa.

E poi ci sono i due coniugi anziani, che sono andati insieme a fare la spesa. Non ce la facevano da soli a trasportare i bustoni pesanti. “Ci stavamo aiutando a vicenda e siamo stati trattati come delinquenti”.

O i genitori fermati dalla Polstrada di Livorno mentre accompagnavano la figlia di 8 anni ad un controllo medico, dopo che aveva subito un trapianto di midollo.

Alla fine il questore ha annullato il verbale e alla coppia sono arrivate anche le scuse. 

Ma c’è anche chi ha rispettato ossequiosamente il divieto di allontanarsi oltre i 200 metri da casa. Così un 35enne di Torino non poteva sapere che la sua auto parcheggiata poco più in là era in divieto di sosta temporaneo, per rifacimento dell’asfalto. Gliel’hanno rimossa. (Fonte: La Stampa).