Coronavirus, muore 33enne allo Spallanzani: è la vittima più giovane nel Lazio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2020 8:40 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2020 13:13
Spallanzani, Ansa

Coronavirus, muore 33enne allo Spallanzani: è la vittima più giovane nel Lazio (foto Ansa)

ROMA – Un 33enne originario del Montenegro, positivo al coronavirus, è morto all’ospedale Spallanzani di Roma. Si tratta della vittima da coronavirus più giovane nella regione Lazio. 

Coronavirus, la situazione nel Lazio

Un’altra zona rossa nel Lazio dopo Fondi. Ora ad essere isolato è il comune di Nerola per un cluster in una casa di riposo dove oggi si è registrato il secondo decesso e si contano 72 casi di positività: 16 su 40 operatori sanitari e 56 su 63 persone presenti nella struttura.

Di queste ben 26 risultano residenti nel comune di provincia di Roma che ora è considerato ‘zona rossa’. La struttura oggi è stata svuotata ed è stato deciso, sentito il Prefetto e il Sindaco e il Comitato tecnico scientifico del Dipartimento della Protezione civile, di isolare il comune, con divieto allontanamento e accesso, fino all’8 aprile.

Inoltre è stata inoltre montata dalla protezione civile una tenso-struttura per le procedure necessarie per effettuare i tamponi ai contatti stretti che sono molti anche in considerazione che 26 contagiati risiedono nel comune. Con quella di Nerola salgono a 4 le residenze in emergenza in tutto il Lazio, oltre a quest’ultima, altre tre a Roma, a Guidonia e Civitavecchia.

Dai primi dati emersi dall’indagine epidemiologica risulta che nella casa di riposo di Nerola c’era una condizione assolutamente non conforme in relazione alla presa in carico di pazienti non autosufficienti che, per legge, non possono stare all’interno di case di riposo. Così per circoscrivere il cluster, per ora “di comunità”, è stato attivato il contenimento massimo che prevede anche la sospensione delle attività degli uffici pubblici fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, la soppressione delle attività lavorative per le imprese ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali o di pubblica utilità.

La soppressione di tutte le attività commerciali ad esclusione dei negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, distributori di carburante, servizi di rifornimento di bancomat e Postamat, servizi di trasporto connessi alla raccolta e smaltimento dei rifiuti o consegna a domicilio di farmaci. Sono soppressi tutti i cantieri di lavoro, chiusi i parchi pubblici, orti comunali, aree sportive a libero accesso.

Il passaggio in ingresso e uscita dal comune di Nerola è consentito al personale militare, di protezione civile, delle forze di Polizia dei Vigili del Fuoco, del personale medico e sanitario e dei farmacisti e veterinari. Sono soppresse tutte le fermate dei mezzi pubblici ed è disposta la chiusura al pubblico dei cimiteri comunali.

“Queste misure si sono rese indispensabili per garantire innanzitutto i cittadini di Nerola e per mettere in atto tutte le misure di individuazione dei contatti stretti che saranno sottoposti al tampone da parte della Asl Roma 5 -spiegano il Vicepresidente della Regione, Daniele Leodori e l’Assessore alla Sanità, Alessio D’Amato- Siamo in costante contatto con il sindaco. Questa misura non vuole additare in nessun modo i cittadini di Nerola come untori, ma limitare e circoscrivere il ‘cluster’ che ad oggi sembra essere un cosiddetto ‘cluster di comunità chiuso’, ma sarà necessario verificarlo ulteriormente attraverso un’analisi epidemiologica più dettagliata. E’ un sacrificio che chiediamo ai cittadini di Nerola ai quali va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, ma resosi assolutamente necessario viste le condizioni attuali”.

Fonte: Ansa.