Coronavirus a Napoli, ricoverata coppia di cinesi in viaggio di nozze: provengono da Wuhan

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Gennaio 2020 20:05 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2020 22:19
Coronavirus a Napoli, caso sospetto: ricoverato cinese proveniente da Hubei

Coronavirus a Napoli, caso sospetto: ricoverato cinese proveniente da Hubei (nella foto ANSA un pronto soccorso)

NAPOLI – Due nuovi casi sospetti di coronavirus a Napoli dopo il falso allarme del 25 gennaio. Una coppia di neo sposi cinesi, provenienti dalla provincia di Hubei, il cui capoluogo è Wuhan, il focolaio da dove è partita l’epidemia, si sono presentati oggi, 28 gennaio, all’ospedale dei Pellegrini con sintomi sospetti. I due erano partiti il 20 gennaio da Wuhan, per atterrare il 21 a Fiumicino dove, tuttavia, i controlli sanitari non hanno evidenziato problemi. Nei giorni seguenti l’arrivo a Napoli.

Più grave l’uomo, 28 anni, che sarebbe arrivato prima al pronto soccorso. Il cittadino cinese è stato sottoposto agli esami di rito, tra cui il tampone che stabilirà la presenza o meno del coronavirus. Poi con la moglie, che accusa sintomi più lievi, sono stati trasferiti nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Cotugno, dove sono tutt’ora ricoverati in attesa del risultato delle analisi.

Pochi giorni fa un altro allarme coronavirus era stato segnalato a Napoli, rivelatosi poi fasullo. Una 63enne dello Sri Lanka, tornando da un soggiorno in Asia, aveva mostrato sintomi compatibili alla malattia. Dopo le analisi è stata però esclusa l’ipotesi fosse stata contagiata. 

Questa mattina, a Radio Crc, il direttore dell’Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva aveva parlato così del coronavirus: “È partita una macchina organizzativa importante, che vede dei protocolli ben organizzati in tutto il mondo. Il Ministero della Salute – ha spiegato – ha trasmesso una circolare. L’Asl Na 1 ha individuato i dispositivi in generale, ha trasmesso ai dipendenti delle linee guida per l’accettazione dei pazienti e, con il 118, ha messo in campo dei protocolli, perché anche in prima linea è importante dire ai nostri dipendenti come comportarsi, onde evitare il contagio”.

Nel mentre è salito a 106 il numero delle vittime in Cinas, mentre le persone contagiate dal virus sono oltre 4mila unità. (fonte IL MATTINO)