Coronavirus, nave bloccata a Civitavecchia. Primi esami escludono contagio. Ok allo sbarco dei passeggeri ma sindaco blocca tutto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Gennaio 2020 16:18 | Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2020 19:52
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, nave bloccata a Civitavecchia. Primi esami escludono contagio (foto Ansa)

ROMA – I primi esami (per quelli definitivi bisogna aspettare domani) hanno escluso il contagio da Coronaviurs tra i passeggeri (circa settemila) della nave ora bloccata a Civitavecchia.

Nave bloccata dopo che una coppia di Hong Kong a bordo è stata ricoverata nell’ospedale della nave per sospetto coronavirus.

La nave è ferma dalle 7:30 di questa mattina alla banchina del terminal crociere di Civitavecchia. La nave Costa Smeralda, con 7mila persone a bordo, proveniva da Palma di Maiorca.

Nel primo pomeriggio 1.143 dei 7mila passeggeri bloccati sono stati autorizzati a sbarcare. E’ quanto apprende l’Adnkronos da fonti della Capitaneria di Porto di Civitavecchia. I passeggeri che sarebbero dovuti sbarcare sono quelli che hanno concluso la crociera e che sarebbero comunque scesi a Civitavecchia. L’autorizzazione allo sbarco è stata data dalle autorità sanitarie che si stanno occupando del caso.

Il problema è che per ora il sindaco di Civitavecchia ha bloccato lo sbarco. Quindi per ora resta tutto fermo.

La nave crociera Costa Smeralda, attraccata al porto di Civitavecchia, durante il suo tour aveva fatto tappa a Marsiglia, Barcellona e Palma di Maiorca.

La coppia che ha fatto scattare l’allarme era arrivata da Hong Kong all’aeroporto Malpensa di Milano lo scorso 25 gennaio per poi dirigersi a Savona, dove è salita sulla nave per la crociera. Sul posto, per gestire le operazioni all’interno del porto, è intervenuta la Capitaneria di Porto.

Gli altri croceristi protestano su Twitter.

Persone sfiancate e sedute un pò ovunque, che affollano con i propri bagagli i corridoi della nave, e foto delle forze dell’ordine sulla banchina del porto scattate dall’alto. Sono le immagini postate da alcuni dei turisti a bordo della nave crociera ferma nel porto di Civitavecchia:. “Siamo bloccati in nave Costa senza sapere il motivo (ufficialmente)”, aveva twittato ore fa una persona a bordo. La nave è nel porto da questa mattina, in attesa che si concludiamo le verifiche sanitarie sulla donna con la febbre.

Gli altri passeggeri: “La vacanza finisce con un incubo”.

“La cabina della coppia di Hong Kong sulla nave è stata isolata e loro sono chiusi lì con i medici. Ci hanno detto che è la donna ad avere la febbre molto alta, mentre suo marito lo stanno visitando per precauzione. Siamo arrivati in mattinata, tornando da Palma di Maiorca. Certo, siamo un po’ preoccupati. Dalla nave, a parte i medici, non scende e non sale nessuno. Qualcuno, che ha solo l’influenza, è rimasto in cabina. È una vacanza che rischia di finire come un incubo, speriamo di scendere presto”. Così alcuni croceristi della nave ferma nel porto di Civitavecchia.

Coronavirus numero verde: 700 telefonate in un giorno. 

I casi confermati del nuovo coronavirus, “aggiornati a oggi dalle autorità cinesi, sono saliti a 7.711 nonché 9.239 casi sospetti, mentre sono 170 decessi”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, durante l’informativa nell’aula della Camera dei deputati. “Voglio innanzitutto assicurare – ha precisato – che il Ministero segue costantemente la situazione e monitora con la massima attenzione la possibile insorgenza di casi sul territorio nazionale”.

Il numero di telefono 1500, potenziato per fornire informazioni 24 ore su 24 sul coronavirus e per raccogliere eventuali segnalazioni di casi sospetti “è pienamente operativo” e “nella sola giornata ieri 29 gennaio, dalle 8 alle 22, ha gestito 700 telefonate per un tempo medio di conversazione di 6 minuti 30 secondi”. Lo ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza, durante l’informativa nell’aula della Camera dei deputati.

“In un caso si è provveduto, dopo un primo triage telefonico, a trasferire la segnalazione alle strutture sanitarie della regione di provenienza della chiamata”. Il personale del call center è stato sottoposto a formazione specifica e, ha precisato, “sta risultando importante la presenza di mediatori linguistici, che hanno affrontato diverse telefonate in lingua cinese, contribuendo a eliminare la possibilità di fraintendimenti e migliorando la conoscenza”.

 

Fonte: Adnkronos, Ansa.