Coronavirus, al Nord liberi solo 5 posti su 100 in rianimazione. I medici: “Reggiamo solo 5 giorni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Marzo 2020 10:01 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2020 12:00
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, al Nord liberi solo 5 posti su 100 in rianimazione. I medici: “Reggiamo solo 5 giorni” (foto Ansa)

ROMA – I posti letto di rianimazione nelle tre regioni più esposte all’emergenza coronavirus, parliamo quindi di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, sono in tutto 1.800.

Quello che viene definito il loro tasso di utilizzo dall’Anaao, il principale sindacato dei medici ospedalieri, al momento è salito al 95%.

Quindi solo 5 posti su 100 sono liberi. Questi i numeri messi in fila da Paolo Russo della Stampa- Questi i dati nudi e impietosi che evidentemente hanno spinto il Governo alla misura drastica di chiudere le scuole e le università in tutta Italia.

Lo ha spiegato Conte. In qualche modo bisogna fermare questo contagio ed evitare che collassi il sistema sanitario nazionale. Stop. La formula è semplice: o fermiamo i contagi o i posti in rianimazione non bastano. 

Da qui l’ordine del ministro della Salute Speranza: “Raddoppiate i posti letto nelle pneumologie e aumentateli del 50% in terapia intensiva e nei reparti di malattie infettive”.

Con questi numeri secondo l’Anaao i posti in rianimazione, già in esaurimento in Lombardia, lo saranno tra 5 giorni anche in Veneto ed entro una settimana in Emilia.

Medici e infermieri nelle zone rosse, come racconta Paolo Russo lavorano oramai anche tre turni di fila senza riposo, perché sono pochi e il 10% di loro ricoverati con infezione da Covid-19 contratta proprio mentre tentavano di contrastarlo.

“Da noi – dice Stefano Mangone, chirurgo dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo – per ora siamo riusciti a ricoverarli in camere singole adatte all’isolamento, ma quelle a pressione negativa, che servono per non contaminare l’aria le abbiamo oramai esaurite e i posti in rianimazione sono occupati per molti giorni anche da persone di 40-50 anni con problemi respiratori seri”.

Fonte: La Stampa.