Coronavirus, a Padova ricoverata paziente ustionata al 60% e positiva: “Ha doppio rischio complicanze polmonari”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Aprile 2020 20:22 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2020 20:22
Coronavirus, a Padova ricoverata paziente ustionata al 60% e positiva: "Ha doppio rischio complicanze polmonari"

Coronavirus, a Padova ricoverata paziente ustionata al 60% e positiva: “Ha doppio rischio complicanze polmonari” (foto ANSA)

PADOVA – Una donna, risultata positiva al coronavirus, è ricoverata nel reparto grandi ustioni dell’Ospedale di Padova, dopo essere stata vittima di un incidente domestico.

“Il nostro protocollo prevede per i pazienti ustionati l’esecuzione del test all’accoglimento”, fa sapere all’Agenzia Dire il dottor Bruno Azzena, chirurgo plastico e direttore del Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale di Padova. Poi racconta: “Si tratta di una persona di mezza età con un’ustione che puo’ essere calcolata in una percentuale estesa intorno al 60%. L’assistenza per questa persona è doppiamente complessa, perché ad un’ustione importante si aggiunge il Covid”.

“Un paziente ustionato ha già di per sé il rischio di avere complicanze respiratorie e a questo potrebbe sovrapporsi lo sviluppo di un complesso quadro polmonare legato al virus –
prosegue il medico – In questo momento ovviamente la sua prognosi è riservata”.

Il paziente, vista la condizione, richiede delle attenzioni in più: “Avrà particolare necessità di un importante sostegno del sistema immunitario – spiega Azzena- ma questo è un aspetto a cui siamo abituati, perché normalmente i pazienti ustionati hanno una complessità di patologia che richiede dei trattamenti molto specifici”.

Per il momento sulla donna ricoverata è stato avviato un trattamento farmacologico e chirurgico, lo stesso utilizzato “anche per altri pazienti con ustioni di questa estensione – spiega il direttore
del Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale di Padova – Valuteremo l’evoluzione del suo quadro clinico e si potranno prevedere quei trattamenti per il Covid, che come sappiamo sono però ancora in fase sperimentale”. (Fonte: AGENZIA DIRE)