Coronavirus, il paziente 1 torna a parlare e chiede: “Mi trovo a Lodi?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2020 18:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2020 18:30
Coronavirus, il paziente 1 migliora e chiede: "Mi trovo a Lodi?"

Coronavirus, il paziente 1 migliora e chiede: “Mi trovo a Lodi?” (foto ANSA)

LODI – Mattia, il “paziente 1“, il 38enne di Codogno, da lunedì scorso, giorno in cui è stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva del San Matteo di Pavia in quanto respira in modo autonomo, ha cominciato anche a parlare. Una delle prime cose che ha chiesto è se si trovasse all’ospedale di Lodi.

Dunque le condizioni del manager dell’Unilever, il primo a risultare positivo al coronavirus in Italia, stanno migliorando. Sua moglie, incinta di 8 mesi, è tornata a casa da qualche giorno dopo essere stata ricoverata al Sacco ed è in attesa di partorire una bimba.

Coronavirus, sindaco Codogno: “Il nostro modello funziona”

“Il modello zona rossa ha funzionato. Quel che è certo è che il trend dei contagi da qualche giorno è negativo e speriamo vada avanti così. Questo non vuol dire, però, che l’emergenza sia finita”. Così Francesco Passerini, il sindaco di Codogno, uno dei 10 comuni del Lodigiano che per due settimane sono stati isolati con il divieto di ingresso e uscita dall’area. Passerini è stato prudente e all’ANSA ha detto che “è da prendere con le pinze” il dato per cui ieri a Codogno non si sono registrati nuovi casi “perché bisogna vedere l’andamento dei prossimi giorni”. 

“Se i numeri sono confermati, il trend di propagazione, come dico da qualche giorno, è più basso rispetto al resto del territorio della Lombardia. Sto aspettando di vedere i nuovi dati e, incrociando le dita, spero continui così”, prosegue Passerini.

“Il dato di ieri, se fosse così e io non lo so,- continua il sindaco di Codogno – va preso con prudenza perchè si riferisce a un periodo di tempo breve” mentre è significativa l’osservazione su un “lungo periodo”.

Comunque fondamentale, per Passerini è “mantenere altissimo il livello di guardia adottando tutte le precauzioni prese nella nostra zona in questi 17 giorni e che abbiamo metabolizzato, e non pensare che la battaglia sia finita”.

Lui, come gli altri sindaci dei 10 comuni che sono rimasti isolati, credono che il modello “applicato alla zona rossa del Lodigiano sia la strada giusta “e concorda con il Presidente della Lombardia Attilio Fontata e tutti gli altri sindaci lombardi che hanno chiesto di estenderlo”. “Serve molto e non dimentichiamoci che le persone anziane, quelle più fragili e con problemi di salute, possono anche morire”. (fonte ANSA)