Coronavirus solo(!) 529 nuovi casi. Niente festa, perché? Aspettando le 18.00…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2020 9:18 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2020 9:18
Coronavirus solo(!) 529 nuovi casi. Niente festa, perché? Aspettando le 18.00...

Coronavirus solo(!) 529 nuovi casi. Niente festa, perché? Aspettando le 18.00… (Foto Ansa)

ROMA – Coronavirus ieri: solo e sottolineare solo 529 nuovi contagi. Il giorno prima erano stati il triplo. La cifra di 529, solo 529, viene fornita dalla coppia Borrelli-Brusaferro, insomma porta il timbro Protezione Civile e Istituto Superiore della Sanità. Sono le diciotto e poco più del pomeriggio, è l’appuntamento quotidiano e fisso dell’Italia con l’epidemia, è come se alle 18.00 l’Italia tutta consultasse, si mettesse il termometro per misurare quanta febbre c’è da coronavirus.

E se il termometro che ieri segnava 39 oggi segnasse 38, voi che fareste? Se la febbre fosse, termometro alla mano, vistosamente calata voi non vi regalereste un sorriso, non dareste, sia pure con prudenza, la buona notizia ai parenti? Invece Borrelli e Brusaferro, Protezione Civile e Istituto Superiore della Sanità, non hanno in nessun modo segnalato, salutato, sommessamente festeggiato quella che comunicavano come la riduzione dei contagi a un terzo dal  totale del giorno del precedente. Hanno solo spiegato con un laconico: dati incompleti.

Incompleti perché? Sopravvenute difficoltà organizzative nella raccolta dati? Improbabile. Ritardo nella lettura e comunicazione dei tamponi e dei loro esiti. Questo è stata fornita come più probabile spiegazione, Il che però rimanda ad altra domanda: la struttura che raccoglie, analizza tamponi e quindi monitora l’epidemia sta andando in affanno (i ritardi è stato detto siano in Lombardia)? 

Se ieri la mancanza e incompletezza dei dati è all’origine dei soli 529 nuovi casi, allora oggi alle 18.00 i nuovi casi dovrebbero registrare una almeno in parte apparente espansione (i nuovi casi di oggi più quelli di ieri arrivati e conteggiati con ritardo). E quindi fine del miraggio, illusione ottica del calo da 1500 abbondanti a 529.

Non mancano ipotesi più…dietrologiche per il mancato festeggiare il calo dei contagi o almeno per quello che così è apparso. Tipo: Lombardia ritarda dati veri perché sono spaventosi (di qui la richiesta della Regione di chiudere per 15 giorno tutto salvo alimentari e farmacie). Oppure l’opposto: Lombardia ritarda dati perché solo 529 contraddice le sue richieste (che sono anche quelle di Salvini/Meloni). Arabeschi da informazione politica orfana dei teatrini politici. Insomma, con tutta se non assoluta probabilità, sciocchezze.

Aspettando oggi alle 18.00, aspettando per vedere davvero oggi cosa segna il termometro nazionale del coronavirus. In questa sorta di domiciliari cui è stata ridotta la vita di molti di noi, purtroppo non tutti, aspettare le 18.00 è diventato una scansione della giornata, un consultare collettivo come va e come butta. Aspettando le 18.00 in queste inimmaginabili giornate di marzo, aspettando che una parola, una cifra, un sorridere di tabelle e istogrammi ci consenta di cominciare ad aspettare qualcosa d’altro. Passare dall’aspettare il termometro delle 18.00 all’aspettare…maggio, il maggio della liberazione o quasi.