Coronavirus, piano segreto: ce l’hanno tutti per le grandi disgrazie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Aprile 2020 11:29 | Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2020 11:40
Coronavirus, piano segreto: ce l'hanno tutti per le grandi disgrazie

Coronavirus, piano segreto per prevedere gli scenari peggiori ci fu. E allora (foto Ansa)

ROMA – Il Governo a fine gennaio ha ordinato agli uffici competenti di elaborare uno studio di previsione riservato, nel frattempo assurto a “piano segreto”, per capire quali conseguenze, immediate e non, potevano seguire alla diffusione di una epidemia generalizzata in tutto il Paese. 

Una prima presa di contatto di una realtà altrimenti sconosciuta ma che in ogni caso andava affrontata e che prendeva in considerazione anche gli scenari più catastrofici. 

Studio che, necessariamente, è stato tenuto riservato, secretato secondo forme di correttezza istituzionale e non divulgato alla popolazione secondo un principio minimo di precauzione.

E di buon senso: l’epidemia di panico fa più danni di quella di un virus.

Qual è il Paese che si ritenga di una qualche rilevanza internazionale che non cerca di approntare strumenti di previsione ai primi indizi, ai primi sintomi di quella che si annuncia come una potenziale catastrofe per giunta imminente?

La “rivelazione” al Corriere della Sera

Sì, obietta qualcuno che sempre la sa più lunga, ma lo studio, di cui ha parlato Andrea Urbani, direttore generale della Programmazione sanitaria in un’intervista al Corriere della Sera, è stato secretato, ce l’hanno tenuto nascosto.

Dov’è lo scandalo? 

Dove lo scoop?

Il presidente del Consiglio avrebbe dovuto rivelare a reti unificate che forse saremmo stati tutti contagiati?

Che forse saremmo tutti morti, in diretta facebook?

A distanza di tre mesi – e dopo che ogni singolo cittadino ha dovuto fare i conti con paura e restrizioni, disagi e morti – quello studio preliminare, è tornato d’attualità.

Ma nella forma meno nobile di un contributo non richiesto – ma disgraziatamente inevitabile – al complottismo ormai fisiologico di quanti si sentono vittime a prescindere. 

Il ministro Speranza: “Evitati 800mila morti”

Ha ragione il ministro della Salute Speranza che, mentre deve confermare la “rivelazione”, rivendica il merito alle misure intraprese dal governo di aver evitato 800mila morti.

Il ministro Guerini: Non facciamone un romanzo”

Ha ragione anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, sempre interpellato sulla questione nemmeno fosse la spiegazione del terzo mistero di Fatima: “Non ne farei un romanzo”.

Specie quando se ne conosce la fine: la pandemia si è rivelata per quello che era, il lockdown ne ha contenuto gli effetti e i decessi. 

La notizia, quella vera, è che Urbani accusa le Regioni, avvertite per tempo proprio secondo le conclusioni dello studio, non hanno comprato i ventilatori che sarebbero serviti.

Ma questo è un altro romanzo (e già oggi il presidente del Friuli Fedriga dice che se è vero che il 20 gennaio il governo sapeva, è falso che abbia avvertito le Regioni). (fonte Ansa)