Coronavirus, “il picco è già arrivato”. La fisica delle particelle corregge la Protezione Civile

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Aprile 2020 14:42 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2020 14:42
Coronavirus, "il picco è già arrivato". La fisica delle particelle corregge la Protezione Civile

Coronavirus, “il picco è già arrivato” (Ansa)

ROMA – I dati della Protezione Civile sul numero di decessi sottostimano l’entità reale delle morti imputabili al coronavirus. Il ritardo nella raccolta dati invece potrebbe aver pregiudicato l’esatta previsione del picco dei decessi: che c’è già stato e corrisponde all’impennata della curva nelle più drammatiche settimane di marzo. La conferma arriva da due fisici delle particelle, esperti in calcoli su numerosità e traiettorie predittive dei fenomeni che si applicano anche agli studi demografici.

“Il reale andamento dell’epidemia potrebbe essere diverso da quello mostrato dalla Protezione civile. Il picco potrebbe essere avvenuto in anticipo rispetto a quello ufficiale”, ha dichiarato Daniele Del Re, docente di Fisica all’Università La Sapienza, in uno studio firmato assieme a Paolo Meridiani, ricercatore dell’ istituto nazionale di fisica nucleare, pubblicato sul suo blog scientifico online su Medium.

“Così come il contagio va retrodatato, lo stesso potrebbe valere per il rallentamento dell’ epidemia. Magari siamo messi meglio di quanto crediamo. Il tema del rilascio graduale del lockdown è cruciale e le informazioni potrebbero essere interessanti”. 

La fisica delle particelle confermerebbe quanto già intuito da altri due colleghi fisici a Nembro, il paese più colpito del bergamasco. L’approccio metodologico è lo stesso, il confronto con le medie della mortalità negli scorsi anni con quella attuale.

“Ci ha colpiti il fatto che le fonti ufficiali continuassero a ritenere il rallentamento del contagio inferiore alle attese. Avevamo curiosità di capire quali potessero essere le cause del lento calo. Siamo allora andati a vedere i dati Istat sulla mortalità da inizio anno 2020 fino al 21 marzo, quelli fino ad oggi disponibili, riguardanti 1084 comuni, molti dei quali al Nord, pari al 20% della popolazione italiana. Le morti giornaliere sono state confrontate con gli anni precedenti. Dalle tabelle emerge un eccesso di decessi da ascrivere al Covid-19”. (fonte Corriere della Sera)