Coronavirus, in Piemonte mascherine obbligatorie per la ripartenza: la Regione ne distribuirà 5 milioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Aprile 2020 18:32 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2020 18:32
Coronavirus, in Piemonte mascherine obbligatorie per la ripartenza: la Regione ne distribuirà 5 milioni

Coronavirus, in Piemonte mascherine obbligatorie per la ripartenza: la Regione ne distribuirà 5 milioni (foto ANSA)

ROMA – Anche il Piemonte, dopo la Lombardia, va verso l’obbligo delle mascherine per la ripartenza. “Prima di renderle obbligatorie era fondamentale poterle garantire a tutti, ancor più in vista della fase di ripartenza”, afferma infatti il governatore Alberto Cirio commentando l’acquisto da parte della Regione di 5 milioni di mascherine lavabili che nelle prossime settimane verranno distribuite a tutti i piemontesi. 

“Ad aggiudicarsi la gara realizzata attraverso SCR sono state tre aziende del Piemonte – spiegano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, insieme all’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi e alla Sanità Luigi Icardi -. Insieme a Poste italiane e alle associazioni che rappresentano gli enti locali stiamo definendo le modalità migliori per organizzare la distribuzione alle famiglie su tutto il territorio. Ringraziamo tutti i Capigruppo del Consiglio regionale per la sensibilità dimostrata e la generosità di chi ci ha permesso con le proprie donazioni di coprire la spesa. Prima di rendere le mascherine obbligatorie era, infatti, fondamentale poterle garantire a tutti, ancor più in vista della fase di ripartenza”.

Coronavirus, in Piemonte coda prolungata perché arrivato dopo

“Il coronavirus, in Piemonte, è arrivato dal ceppo lombardo e la prova è che le province di confine con la Lombardia hanno mediamente il doppio dei contagi rispetto alle altre” ha spiegato Alberto Cirio sulla diffusione dell’epidemia che nella regione registra numeri superiori alle altre zone d’Italia.

“I medici ci dicono che il contagio in Piemonte è arrivato con una settimana di ritardo – aggiunge a Storie italiane su Rai Uno – ed è questo il motivo di questa coda più lunga. Essendo iniziata dopo – ribadisce – finirà anche dopo – Se è vero che il numero dei contagi hanno percentuali maggiori rispetto ad altre Regioni, è comunque altrettanto vero che la linea delle terapie intensive diminuisce e aumenta la linea dei guariti. Quindi qualche dato positivo c’è – conclude – anche se la linea del contagio ci fa tenere l’attenzione altissima”. (fonte ANSA)