Coronavirus, la procura di Genova indaga per epidemia colposa. Toti vuole lo scudo penale

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Aprile 2020 18:32 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2020 18:32
Coronavirus, la procura di Genova indaga per epidemia colposa. Toti vuole lo scudo penale

Coronavirus, la procura di Genova indaga per epidemia colposa. Toti vuole lo scudo penale (Nella foto Ansa il procuratore Francesco Cozzi)

GENOVA – La procura di Genova indaga per epidemia colposa sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Il fascicolo, a carico di ignoti, “è una indagine esplorativa – spiega il procuratore capo Francesco Cozzi – Abbiamo notato uno scostamento tra i dati dell’epidemia in sé e i dati dei morti e contagiati in questo mese e mezzo”. 

“Bisognerà studiare se ciò è una conseguenza normale della pandemia o se l’anomalia forte è stata accompagnata da comportamenti gravemente imprudenti e imperiti”.

Fa specie che l’indagine prenda corpo proprio nel giorno in cui il governatore della Liguria Giovanni Toti, invoca uno scudo penale per la classe dirigente italiana che ha gestito l’emergenza: “In alcune occasioni sarà indispensabile ragionare – ha detto a L’Aria Che Tira – ovviamente bisognerà valutare le situazioni perché nessuno può essere giustificato per scelte sbagliate”. 

“Credo – ha aggiunto – che nel momento della grande crisi, quando non c’erano i dpi, il Governo non è riuscito a mandarli e le persone hanno dovuto scegliere se entrare in reparto senza mascherine omologate a curare i malati oppure stare fuori e lasciarli morire, certo che servirà buonsenso nel valutare ciò che è successo – sottolinea Toti – Sono state settimane di durissima battaglia, come per tutte le battaglie i metri di giudizio vanno applicati a quel momento”.

Nelle prossime ore verrà nominato un pool di tecnici tra epidemiologi, geriatri, statistici, per studiare il flusso di dati. La procura ha chiesto la documentazione ad Alisa, l’azienda sanitaria della Regione Liguria, sulle linee guida, le procedure adottate, il numero dei contagiati e dei morti. Il direttore di Alisa, Walter Locatelli, ha fatto sapere all’Ansa di “non aver ricevuto ancora la richiesta”.

“Non faremo le pulci alle delibere – spiega il procuratore Cozzi – ma andremo a vedere se ci sono state gravi scorrettezze e discostamenti dalle linee guida decise che abbiano determinato e aggravato il diffondersi della pandemia”.

Non è sbagliato, ad esempio, “trasferire i pazienti dall’ospedale a un’altra struttura: ma bisognerà vedere se, quando il paziente è arrivato, siano state adottate tutte le misure per evitare il contagio con le altre persone presenti nella struttura” aggiunge Cozzi, riferendosi anche ai trasferimenti in Rsa.

Ad occuparsi del fascicolo sarà il gruppo Salute e Lavoro già presente in procura e coordinato dall’aggiunto Francesco Pinto. In Liguria, a ieri i morti per coronavirus erano 807. Nelle Rsa i morti sono stati 916, di questi 312 sono stati catalogati come decessi per Covid-19. (Fonte: Ansa)