Coronavirus, quando finirà? L’esperto: 3 anni almeno. Prima del vaccino: tenere le distanze

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Aprile 2020 13:12 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2020 13:12
Coronavirus Italia, quando finirà? L'esperto: 3 anni almeno. Prima del vaccino: tenere le distanze

Coronavirus, quando finirà? L’esperto: 3 anni almeno. Prima del vaccino: tenere le distanze (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Coronavirus, quando finirà l’incubo?

Ci vorranno tre anni, “se va bene”, sentenzia Leopoldo Maria De’ Filippi, generale dei carabinieri che ha anche comandato i Nas del Nord Italia ai tempi della Sars.

Leopoldo Maria De’ Filippi, generale di Brigata della riserva dell’Arma dei Carabinieri, è anche Socio fondatore del centro studi sulla sicurezza ITASFORUM Italian Security and Safety Forum.

A naso ha più competenza di un Vittorio Colao che nella sua vita si è occupato di telefonini e giornali; o di tanti “scienziati” che in Italia nemmeno vivono.

De’ Filippi ha pubblicato uno studio di 15 pagine, che è un po’ una summa di quanto conosciuto sul Covid-19.

Il punto chiave è la domanda: quando finirà la pandemia e potremo tornare ad una vita normale, come prima ?

Risponde l’esperto:

“Sulla base della mia precedente esperienza e delle conoscenze acquisite, mi sento di
poter affermare che ci potremo considerati “liberati” solo fra tre anni, se va bene.

“Infatti, una volta azzerato il numero dei contagi e finite (mi auguro progressivamente e con le dovute cautele, come sembra) le imposizioni di distanziamento sociale,

non si potrà, comunque, tornare alla vita di prima, come peraltro è già stato anticipato ufficialmente.

Perché, finito l’isolamento sociale, torneranno in circolazione i soggetti
asintomatici e i portatori sani, del tutto inconsapevoli della loro condizione.

A  meno che, prima, non si faccia il tampone al 100% della popolazione, cosa impensabile.

Oltre ai soggetti guariti ma ancora con capacità infettiva.

I quali contageranno altre persone e, così, riprenderanno i contagi, sia pure non in misura esponenziale.

Questo sarà conseguente e inevitabile, nonostante le residuali misure di contenimento e distanziamento.

Bisognerà attendere che sia trovato il vaccino.

Ne sia effettuata la sperimentazione, prima animale e poi umana (8 – 12 mesi, arco temporale molto ottimistico, se va tutto bene).

Venga approvato e, quindi, prodotto su scala industriale.

Solo a quel punto potrà iniziare la vaccinazione di tutta la popolazione.

Ma, prima che si possa raggiungere un livello adeguato di vaccinati, ci vorranno almeno tre anni.

In modo da conseguire la “immunità di gregge” e garantire, conseguentemente, un tasso di contagio bassissimo in attesa del definitivo azzeramento. 

Questa è la realtà, purtroppo.

Per cui, nel frattempo, è opportuno, e doveroso, rispettare al massimo le prescrizioni sul distanziamento sociale e restare in casa.

Anche perché non si sa ancora nulla, con esattezza, circa i tempi di permanenza su plastica e metalli del virus.

Né sulla possibilità che microparticelle di “aerosol” da respiro contenenti il virus e che possono arrivare anche a 6 / 8 metri, permangano in sospensione nell’aria e per quanto tempo, soprattutto in ambienti chiusi.

Non si tratta degli schizzi da starnuti o colpi di tosse, ma di microscopiche goccioline disperse in forma di gas con l’espirazione, il cosiddetto “droplet”.