Coronavirus quanto durerà? Due mesi secondo epidemiologi. Gira già da 20 giorni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Febbraio 2020 11:00 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2020 11:00
Coronavirus quanto durerà? Due mesi secondo epidemiologi. Gira già da 20 giorni

Coronavirus quanto durerà? Due mesi secondo epidemiologi. Gira già da 20 giorni (Foto Ansa)

ROMA – Coronavirus quanto durerà? Ovviamente nessuno ha la risposta certa ma questa è la domanda principale che accomuna governo, medici, gente comune, famiglie, imprese…Quanto durerà?

Per ora si può ipotizzare con discreta certezza da quanto dura: da almeno una decina, forse quindici giorni prima che a Codogno apparisse il cosiddetto paziente uno, il giovane di 38 anni tuttora ricoverato. Ospedale di Codogno, il giovane arriva, non sta bene, c’è un intervallo di 36 ore tra il momento in  cui si presenta e il momento in cui viene ipotizzato coronavirus. Se c’è stato latte versato, appunto di latte versato si tratta. In quel lasso di tempo coronavirus contagia dentro l’ospedale stesso. Ma non è lì che è nato. Coronavirus gira da una, due settimane prima che il paziente uno arrivasse all’ospedale.

Questo è praticamente certo: chi oggi si ammala in maniera visibile è stato contagiato qualche giorno fa. Sempre c’è questo intervallo tra il contagio e la manifestazione della malattia, insomma i sintomi. Può essere intervallo di 4/5 giorni (simile a quello dell’influenza) o più vasto (da 7 a 10 giorni) come pare sia lo standard di coronavirus. Quindi dura in Italia da almeno 10 giorni, se non quindici, prima che paziente uno arrivasse all’ospedale di Codogno.

Coronavirus, quanto durerà ancora? Chi si ammala oggi si vede tra sette-dieci giorni. Quindi se funzionano le Zone Rosse e Gialle si vedrà tra circa una settimana. Ma anche se avranno funzionato, avranno drasticamente diminuito i possibili contagi, ridurli a zero nessuna cintura sanitaria, anche la più rigida, può. Quindi coronavirus secondo epidemiologia un po’, molto, dobbiamo ucciderlo noi umani soffocandolo per scarsità di contagi, un po’, non poco, deve per così dire morire da solo. Esaurirsi dopo aver più o meno sfiorato o spazzato il territorio.

Trattandosi di una sindrome e di un virus per così dire respiratori (coronavirus attacca le basse vie respiratorie, per questo è nei casi gravi più letale dell’influenza) è possibile che la primavera, il caldo non siano il suo habitat. Possibile, lo si spera, lo sperano anche i medici. Con qualche ragione, con qualche precedente, ma nulla garantisce.

Coronavirus se ne va a primavera? Forse. Anche perché primavera coincide con i tempi epidemici ipotizzabili. Alla domanda quanto durerà ancora in Italia, Gianni Rezza Direttore Istituto Malattie Infettive dell’Istituto Superiore della Sanità, ha sostanzialmente risposto: un paio di mesi. Un paio di mesi è il tempo perché la catena dei contagi si spezzi qua e là grazie alle misure di contenimento partite in Italia da neanche una settimana. 

A meno che il caso, sì proprio il caso e non il governo o la medicina o la volontà popolare, il caso e nulla di diverso dal caso non decida altrimenti. Coronavirus come tutti gli altri virus mentre si replica (si replica mentre si diffonde) può mutare. Può mutare rendendo se stesso meno aggressivo e nocivo verso l’organismo umano. Oppure può mutare diventando più forte nell’attaccare cellule e quindi organi umani. Può mutare e durare meno del previsto e può mutare e durare più del previsto. Fino a che non c’è un vaccino lo decide solo e soltanto il caso.

Un concetto, anzi un dato di fatto che la società contemporanea stenta ad accettare. Non dipende dal governo, dalle autorità, dai medici, dalle mamme, dalle famiglie, dai santoni sui social, dal sentito dire, dall’opposizione, dalla maggioranza, dal sindaco, dalla Usl…Decide il caso se il virus muta in peggio o in meglio o se non muta per nulla. Due mesi tra noi, se lo conteniamo. Poi l’estate e poi il vaccino: questo il calendario del coronavirus in Italia. Se il caso non ci aiuta o non ci affossa.