Coronavirus, quanto resiste sulle superfici? 30 min su carta, 7 giorni sulle mascherine. La tabella del ministero

di Daniela Lauria
Pubblicato il 26 Maggio 2020 15:06 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2020 15:07
Coronavirus, quanto resiste sulle superfici? 30 min su carta, 7 giorni sulle mascherine. La tabella del ministero

Coronavirus, quanto resiste sulle superfici? La tabella del ministero

ROMA – Quanto resiste il coronavirus sulle superfici? Trenta minuti sulla carta, fino a 7 giorni sulle mascherine.

A chiarirlo è una circolare diffusa dal Ministero della Salute per aiutare tutte le attività alle prese con norme di distanziamento e sanificazione in questa Fase 2.

Nel documento firmata dal direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, è spiegato chiaramente come disinfettare gli ambienti in sicurezza.

Fermo restando che il contagio avviene attraverso le cosiddette droplets, le goccioline che possiamo emettere parlando, tossendo o starnutendo. Goccioline che è possibile evitare mantenendo il distanziamento, ma che potrebbero depositarsi sulle superfici.

La circolare precisa a tal proposito che bisogna considerare i tempi indicati con cautela “tenendo anche conto del fatto che la presenza di RNA virale non indica necessariamente che il virus sia vitale e potenzialmente infettivo”.

Nello specifico la tabella del ministero indica che per carta da stampa e carta velina le goccioline di coronavirus vengono rilevate sulle superfici fino a 30 minuti, mentre non risultano più presenti dopo 3 ore.

Per i tessuti si va invece da 1 a 2 giorni: stessi tempi anche per il legno. Sulle banconote le particelle di coronavirus possono rimanere fino a 2 giorni, mentre non sono più rilevate dopo 4 giorni.

Su plastica e acciaio possono invece resistere fino a 4 giorni: scompaiono dalle rilevazioni dopo una settimana. Lo stesso vale per lo strato interno delle mascherine chirurgiche.

Sullo strato esterno invece i ricercatori hanno rilevato le particelle fino a 7 giorni, ma non è chiaro dopo quanto tempo scompaiano. (Fonte: Ministero Salute)