Coronavirus, riparte da zero quarantena per gli italiani alla Cecchignola: “Altri 14 giorni di noia”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 7 Febbraio 2020 20:54 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2020 20:54
Coronavirus, riparte da zero quarantena per gli italiani alla Cecchignola: "Altri 14 giorni di noia"

Coronavirus, riparte da zero quarantena per gli italiani alla Cecchignola (Foto Ansa)

ROMA – Riparte da zero la quarantena per i 55 italiani rimpatriati dalla Cina e attualmente in isolamento alla Cecchignola. Il periodo di sorveglianza sanitaria cominciato il 3 febbraio, dal loro arrivo a Pratica di Mare, continuerà per ulteriori 14 giorni dopo che uno di loro, un ricercatore della provincia di Reggio Emilia, è risultato positivo al test del nuovo coronavirus. 

Il giovane, 29 anni, è attualmente ricoverato all’Istituto Spallanzani di Roma: ha iniziato la terapia antivirale e le sue condizioni di salute sono “buone”. E se il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito tranquillizza, poiché “in Italia non c’è circolazione locale del virus”, resta “improbabile” il rischio di contagio da soggetti asintomatici secondo l’epidemiologo Gianni Rezza.

Per gli altri italiani alla Cecchignola però si allunga l’attesa. Dopo l’iniziale gioia per essere rientrati in Italia, l’umore nelle ultime ore non è dei migliori. Giovedì sera alla conferma del contagio del 29enne trasferito allo Spallanzani si sono registrati alcuni “momenti di tensione”. Le acque si sono calmate poco dopo quando è stato spiegato che per loro il rischio di contagio è “bassissimo”.  Ma ora tra gli isolati a prevalere è soprattutto “la noia, perché le giornate sono davvero lunghe”. E lo scoramento per i tempi che si allungano: spazi comuni deserti e persone rintanate nelle camere, se non per il tempo necessario a ritirare i pasti. C’è anche rabbia perché alcune notizie non sono state comunicate tempestivamente: “Veniamo informati con troppo ritardo dai medici e le notizie ci arrivano guardando i siti online sui cellulari e alla tv. È chiaro che questo crea preoccupazione in noi e spaventa i nostri familiari – spiegano – abbiamo appreso del prolungamento della quarantena dal bollettino dello Spallanzani in diretta tv”.

A volte qualche bimbo, tra quelli che patiscono di più la permanenza nelle stanze, esce a giocare ma in generale i luoghi comuni sono poco frequentati soprattutto dopo la notizia di ieri. Le precauzioni comunque vengono messe in atto secondo tutti i protocolli internazionali. Per fare un esempio, quando escono dalle proprie stanze, i 55 italiani indossano tutti gli strumenti protettivi previsti.

Prima di essere imbarcati sull’aereo per l’Italia il 2 febbraio, i 56 connazionali erano stati sottoposti al controllo della temperatura, come previsto dalle linee guida internazionali dell’Oms, ma non al tampone faringeo. Quest’ultimo esame è stato eseguito al loro arrivo in Italia. Nessun periodo di osservazione o isolamento invece è stato previsto per l’equipaggio del volo che li ha riportati a casa. A bordo c’erano 11 membri tra medici, infermieri e personale, incluso il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, che viaggiavano in aree separate ed erano dotati di dispositivi di protezione: tute complete, mascherine, calzari, cappello e occhiali, mantenuti per tutta la durata del viaggio e sottoposti a decontaminazione all’arrivo.

Fonte: Ansa