Coronavirus, Rezza (Iss) smentisce Imperial College: “6 mln di italiani infettati? Improbabile”

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 Marzo 2020 15:07 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2020 15:07
Coronavirus, Rezza (Iss) smentisce Imperial College: "6 mln di italiani infettati? Improbabile"

Coronavirus, Rezza (Iss) smentisce Imperial College: “6 mln di italiani infettati? Improbabile”

ROMA – Sei milioni i contagiati di coronavirus in Italia? Per l’Istituto Superiore di Sanità quella dell’Imperial College di Londra è una stima “improbabile”. I numeri, rilanciati anche dal virologo Roberto Burioni, non convincono il direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss Giovanni Rezza che all’Adnkronos spiega: “Bisogna essere molto cauti nell’approssimare la popolazione italiana già infettata dal virus”.

Secondo il report che fa una proiezione dei dati forniti da 11 Paesi europei, il 9,8% degli italiani potrebbe essere infettato. Molti di più degli oltre 75 mila contati nell’ultimo bollettino dalla Protezione civile.

“Pur stimando i colleghi dell’Imperial College di Londra – dice Rezza –  ritengo davvero improbabile che in Italia sia stato infettato quasi il 10% della popolazione”.

“Facciamo qualche conto: se abbiamo poco più di 70.000 casi positivi – spiega Rezza – pur moltiplicandoli per dieci per tenere conto dei casi sfuggiti e degli asintomatici, arriveremmo a 700.000 mila. Una cifra molto diversa da quasi 6 milioni. Inoltre bisogna tener conto del fatto che la maggior parte dei casi in Italia si è verificato al Nord, in Lombardia”.

“La stima dell’Imperial è una media nazionale? Vuol dire che un’elevata parte di popolazione al Nord si sarebbe infettata e che il virus abbia circolato silente nel resto d’Italia? L’Imperial College, prima di dare i numeri dovrebbe confrontarsi con chi lavora sul campo”, aggiunge seccamente il professore.

Poi aggiunge scherzando: “Come fa ad essersi infettato il 10% della popolazione al Centro-Sud? In tal caso sarei immune anche io. Queste stime partono dai dati delle morti e fanno degli assunti, ma non tengono conto di studi di prevalenza e sierologici. Insomma – conclude – quello dell’Imperial College di Londra è uno dei gruppi più forti al mondo nell’elaborare modelli, ma la realtà italiana di Covid-19 è molto peculiare e differente nelle varie regioni, e occorre tenerne conto”.

Fonte: Adnkronos