Coronavirus, Rezza (Iss): “Macché riaperture. Dobbiamo toglierci questa parola dalla testa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Marzo 2020 14:47 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2020 14:47
Rezza, Ansa

Coronavirus, Rezza (Iss): “Macché riaperture. Dobbiamo toglierci questa parola dalla testa” (foto Ansa)

ROMA – Intervistato dal Corriere della Sera, il direttore del dipartimento malattie infettive Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza è netto: “Macché riaperture. Dobbiamo toglierci questa parola dalla testa per un bel po’”.

“Ancora – spiega – dobbiamo vedere gli effetti chiari delle misure di contenimento e già pensiamo alla vita normale? Non esiste. Il virus non scompare per incanto e se anche avessimo la bacchetta magica per eliminarlo dovremmo fare i conti col resto d’Europa, con i Paesi che non hanno adottato provvedimenti forti prendendo a modello la città di Wuhan, dove è cominciata l’epidemia. Che facciamo, sigilliamo le frontiere per difenderci?”.

“Abbiamo visto – continua –  decrescere la trasmissione del virus nelle ex zone rosse del Nord, a Codogno in particolare, dove le chiusure sono scattate prima. Nel resto d’Italia sono cominciate l’8 marzo. In sole 2 settimane gli effetti del blocco non sono visibili, per avere chiarezza bisogna arrivare almeno fino alla fine di aprile. È logico prevedere di allungare il blocco almeno di altre due settimane”.

Qual è l’indice di contagiosità in Italia?

“Se il nuovo coronavirus fosse stato libero di correre avrebbe raggiunto un R0 di 2-3. Con questi interventi di contenimento si potrà ricondurre al di sotto della soglia, come è successo a Codogno, prima di una ripresa. Il valore dell’Italia non si può stimare perché abbiamo diverse situazioni regionali. Siamo nettamente al di sopra di 1. Se non ci fosse stato il lockdown in 6 mesi l’epidemia avrebbe provocato milioni di malati e avremmo potuto calcolarlo a due mesi dalla comparsa del virus. In Italia la situazione è diversa, le chiusure sono state progressive quindi non è possibile prevedere la data del picco”.

Fonte: Il Corriere della Sera.