Coronavirus, riapertura nidi e materne da giugno. Il piano: all’aperto e in gruppi di 3

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2020 19:58 | Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2020 8:22
Coronavirus, riapertura nidi e materne da giugno. Il piano: all'aperto e in gruppi di 3

Coronavirus, riapertura nidi e materne da giugno. Il piano: all’aperto e in gruppi di 3 (Foto Ansa)

ROMA – Bimbi divisi a gruppi di 3 o 6 e sempre con lo stesso educatore. E il più possibile all’aperto. E’ questo il piano del governo per la riapertura di asili nido e materne già dal mese di giugno. 

A delineare i dettagli è la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, dando corpo alle ipotesi annunciate poco prima del premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera. 

Azzolina ha spiegato che si sta lavorando con altri ministri e con gli enti locali per riaprire le scuole ai più piccoli, rispondendo così alle esigenze di molti genitori che nella Fase 2 dovranno tornare a lavoro. 

Come precauzione si dovranno ridurre al minimo i gruppi e per avere più spazi, oltre alle strutture dedicate all’infanzia, si metteranno a disposizione anche cortili, palestre e locali delle altre scuole, nei mesi in cui resteranno chiuse per le vacanze estive.

Sarà coinvolto non il personale scolastico ma quello del terzo settore. I bambini accolti saranno presumibilmente divisi in gruppi più piccoli per facilitare il mantenimento della distanza, e ciascuno sarà affidato sempre allo stesso educatore, non sarà possibile portare giocattoli o pasti da casa e le attività si svolgeranno il più possibile all’esterno.

I bambini non useranno le mascherine ma gli educatori sì, come prevede la normativa per la Fase 2.

Il piano sarà sottoposto al parere del comitato tecnico scientifico.

La ministra Azzolina ha poi assicurato che si farà il possibile per tornare in classe a settembre ma ha ammesso che gli scenari in campo sono tre: quello in cui appunto si rientrerà, quello in cui il virus sarà presente ma in forma meno aggressiva e quindi si faranno lezioni in presenza, a piccoli gruppi e a distanza.

Terza ipotesi, quella con un coronavirus molto aggressivo, con scuola a distanza come oggi.

“Ma a settembre bisogna tornare – ha scandito – noi non vediamo l’ora di sentire nuovamente suonare la campanella. Per me è un profondo dolore avere le scuole chiuse”. (Fonte: Ansa)