Coronavirus, rivolte nelle carceri: 7 detenuti morti a Modena, agenti ostaggio a Melfi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2020 20:37 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2020 20:37
Coronavirus, rivolte nelle carceri: 7 detenuti morti a Modena, agenti ostaggio a Melfi

Coronavirus, rivolte nelle carceri: 7 detenuti morti a Modena, agenti ostaggio a Melfi (foto ANSA)

ROMA – “Sale a sette il numero dei detenuti del carcere di Modena, devastato ieri dalle violenze, che sono morti per probabile overdose dopo avere saccheggiato l’infermeria durante la rivolta: si tratta di un detenuto che era stato trasferito ad Ascoli Piceno. Ed è appena giunta la notizia che nel carcere di Melfi è in atto il sequestro da parte dei detenuti di 4 poliziotti e tre appartenenti all’area sanitaria, tra i quali uno psicologo. I detenuti hanno preso possesso del carcere lucano”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, segnalando “devastazioni anche nei penitenziari di Rieti e Velletri. Una rivolta in corso anche ad Alessandria“.

Per Capece salgono a 32 le carceri italiane “nelle quali le frange più violenta dei detenuti, spalleggiati all’esterno da movimenti di solidarietà costituiti da loro familiari, hanno strumentalizzato l’emergenza coronavirus per devastare e inutilizzare interi reparti detentivi e celle, sollecitando provvedimenti straordinari come l’amnistia”.

Dal segretario nazionale del Sappe un nuovo appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte “affinché metta a disposizione del Corpo di Polizia penitenziaria – che sta pagando un grandissimo tributo in termini di impegno, stress, professionalità, abnegazione per rappresentare lo Stato nelle incendiarie carceri italiane – uomini e mezzi per fronteggiare questa grave e pericolosa emergenza”.

Secondo Capece, “questa violenza è frutto anche della scellerata vigilanza dinamica disposta dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che, con le celle aperte non meno di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai ristretti, ha consegnato le carceri ai detenuti. Da tempo ne avevamo chiesto la sospensione per l’impennata di eventi critici che aveva determinato – aggressione, risse, atti di autolesionismo, tentati suicidi. Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, e Francesco Basentini, capo dell’Amministrazione Penitenziaria, devono essere avvicendati: questo è anche il frutto del loro fallimento”. 

Carceri: dilaga protesta, 41 evasi presi a Foggia

Da Modena, a Pavia a San Vittore a Milano, da Reggio Emilia a Ferrara, a Bologna – dove si sono registrati 5 feriti tra detenuti e guardie penitenziarie – fino all’Ucciardone di Palermo e a Foggia, dove è caccia agli evasi: 41 i catturati, sui 50 che avevano fatto perdere in mattinata le loro tracce.

Dilaga la protesta nelle carceri italiane, sull’onda del timore per il contagio da coronavirus e per le restrizioni ai colloqui dovute all’emergenza, sullo sfondo del sovraffollamento ormai difficile da contenere. La situazione più grave a Modena, sfociata ieri in una vera e propria rivolta dei detenuti, che ha causato 7  morti tra gli ospiti del penitenziario; 80 i detenuti trasferiti sul totale di 530, 200 ancora da trasferire.  È stata aperta una inchiesta contro ignoti che dovrà accertare anche le cause delle morti, tra le cui ipotesi c’è l’abuso di farmaci dopo l’assalto all’infermeria.  

Al carcere della Dogaia di Prato è stata invece avviata una trattativa tra detenuti e polizia per far rientrare la protesta: distrutte alcune celle e l’infermeria del penitenziario. Protesta che ha dilagato anche a Poggioreale, a Napoli: quattro padiglioni coinvolti, 900 i detenuti in sommossa, danni per centinaia di migliaia di euro e oltre 60 contusi.  Almeno una trentina di detenuti si è rifiutata di ritornare in cella nel padiglione Livorno e ha scavalcato il muro interno chiedendo la libertà e l’indulto, aizzando gli animi dei familiari che erano invece in strada. 

Dal Sud al Nord, dove a Milano, questa mattina,  una  ventina di detenuti sono saliti sul tetto del carcere di San Vittore, storico e affollato penitenziario in centro città, gridando “Libertà”. A dar vita alla protesta,i detenuti de ‘La Nave’ il reparto modello riservato a chi soffre di forme di dipendenza. Persone che hanno scelto di seguire la strade del recupero. Due i raggi del carcere devastati prima che la protesta rientrasse. 

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Per contenere la rivolta è stato predisposto un servizio di ordine pubblico. Ieri sera era stata la volta di Pavia , con due agenti tenuti in ostaggio dai detenuti, dopo che questi ultimi gli avevano  sottratto le chiavi delle celle, consentendo ai compagni di uscire nei corridoi:  è seguita la devastazione di alcune zone della struttura, alcuni sono saliti sui tetti e sui camminamenti perimetrali.

E, in questo clima, oggi a Palermo il carcere dell’Ucciardone è stato blindato, dopo i tentativi di evasione di ieri:  tutte le vie di accesso chiuse al traffico e presidi di controllo della polizia di stato in via Enrico Albanese, in via Borrelli e via Delle Croci, il punto più vicino tra i “bracci” e le mura di recinzione. Una situazione gravissima in tutta Italia, sulla quale è intervenuto il ministro della giustizia Alfonso Bonafede che ha definito “un dovere tutelare la salute di chi lavora e vive negli istituti penitenziari”.  

“Manterremo un dialogo costante, nei dipartimenti di competenza sono attive task force e si assicura la costante informazione all’interno delle strutture per la popolazione detenute e i lavoratori. Ma deve essere chiaro – ha concluso il ministro – che ogni protesta attraverso la violenza è solo da condannare e non porterà ad alcun buon risultato”. (fonte AGI)