Coronavirus Sassari, festa sul tetto di un palazzo: Erasmus finito per 16 studenti spagnoli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 10:21 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 10:21
Coronavirus, Ansa

Coronavirus Sassari, festa sul tetto di un palazzo: Erasmus finito per 16 studenti spagnoli (foto Ansa)

ROMA – Erasmus finito per i sedici studenti spagnoli, ragazze e ragazzi da 21 a 26 anni, scoperti giorni fa a Sassari a far festa sul tetto di un palazzo malgrado l’emergenza coronavirus.

Lo stabilisce un decreto di interruzione immediata della loro esperienza di mobilità in città, firmato dal rettore dell’Università di Sassari, Massimo Carpinelli, e notificato agli interessati e alle loro università di appartenenza.

Provenienti dagli atenei di Cordoba, Granada, Alcalà de Henares, Barcellona, Burgos, Saragozza, Castilla La Mancha, Cantabria, Valencia e Leòn, i sedici studenti spagnoli erano a Sassari per i programmi Erasmus ed Erasmus+ di mobilità studentesca a fini di studio e tirocinio.

A informare Carpinelli è stato il sindaco Nanni Campus, che definisce quella festa di compleanno sul tetto terrazzato, in barba a ogni ordinaria misura di sicurezza e alle norme di contrasto del rischio di contagio da Coronavirus, “un fatto grave”.

Identificati con l’uso di un drone e denunciati, gli studenti spagnoli “si sono spostati dalle loro case, in diversi quartieri cittadini – sottolinea il sindaco – hanno avuto una reazione sprezzante verso i condomini e hanno mostrato inconsapevolezza della gravità della loro condotta”. Ma soprattutto per Campus “hanno mancato di rispetto all’Ateneo che li accoglie e alla nostra comunità cittadina”. Rammaricato, Carpinelli prende atto “con dispiacere e rammarico degli atti compiuti nonostante l’accoglienza loro riservata dalla città e dall’Università”. Il rettore si dice dispiaciuto “anche per la luce negativa che queste azioni gettano sulla condotta dei tanti studenti internazionali che quotidianamente partecipano responsabilmente alle attività formative dell’Università e a quelle culturali offerte dalla città”.

Fonte: Ansa.